Il decreto-svolta: progetti certificati dai professionisti

Potrebbe essere davvero la svolta per accelerare la ricostruzione nel Centro Italia. La bozza del decreto sisma che sarà esaminata lunedì prossimo dal governo prevede infatti l’autocertificazione dei progetti e delle domande di contributo da parte dei professionisti incaricati. Il decreto proroga, e finanzia, lo stato di emergenza al 31 dicembre 2020, prevede la restituzione del 50% delle tasse arretrare e sospese (che la Ue difficilmente accetterà), e l’estensione al cratere delle agevolazioni per i giovani del progetto Resto al Sud.

Autocertificazione

La concessione del contributo per la ricostruzione da parte dell’Ufficio Speciale, si legge nell’articolo 3 della bozza del decreto, “avviene sulla base del progetto e della documentazione allegata alla domanda di contributo presentata dal professionista, che ne certifica la completezza e la regolarità amministrativa e tecnica, compresa la conformità edilizia e urbanistica, nonché sulla base dell’importo del contributo concedibile determinato dallo stesso professionista nei limiti del costo ammissibile”. Saranno dunque i tecnici incaricati di firmare i progetti a definire l’entità del contributo e la conformità dell’intervento di recupero.

“Se gli interventi necessitano dell’acquisizione di pareri ambientali, paesaggistici, di tutela dei beni culturali o di quelli ricompresi nelle aree dei parchi nazionali o delle aree protette regionali, il professionista nella domanda di contributo richiede la convocazione della Conferenza regionale”.

Priorità ai residenti

Gli Uffici della ricostruzione, aggiunge il testo del decreto, provvedono alla concessione del contributo relativo agli interventi certificati dai professionisti dando priorità, nell’ordine, alle unità o aggregati dove sono presenti prime case di residenza ed i cui proprietari usufruiscano del Cas, poi a tutte le altre abitazioni, ed infine alle attività produttive che non hanno presentato domanda di delocalizzazione temporanea.

Sconto sulle tasse?

Il decreto prevede anche la restituzione delle imposte sospese “nei limiti del 50%” e a partire dal 15 gennaio del 2020, ma lo sconto sulle tasse dovute è una misura che la Commissione Ue ha già rifiutato per l’Aquila e per l’Emilia.

Prorogato lo stato di emergenza

Nel testo c’è anche la proroga dello stato di emergenza nel cratere a tutto il 2020, con relativo finanziamento sia per il 2019 che per il prossimo anno (circa 350 milioni l’anno). Da segnalare che i fondi per il 2020, secondo il decreto, dovrebbero essere spostati dalla gestione commissariale alla Protezione Civile. Il che fa pensare che il Commissario, in scadenza a fine 2019, potrebbe non essere sostituito.

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