Centro Italia, tasse scontate al 60%. Ma a Catania si paga tutto

Due terremoti, quello del Centro Italia del 2016 e quello di Catania del 2018, due decreti, emanati a poche ore di distanza uno dall’altro, due trattamenti fiscali diversi. Ai terremotati di Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo il governo concede uno sconto del 60% sulle tasse sospese e che vanno restituite. Ai cittadini colpiti dal sisma di Catania nulla.

Niente sconti alle imprese

Ogni volta che accade una catastrofe, la prima cosa che fa il governo è la sospensione del pagamento delle imposte per i contribuenti e le imprese colpite. I lavoratori dipendenti, ad esempio, ricevono la busta paga “pesante”, senza ritenute fiscali e contributive. Poi, passato in genere qualche anno, il pagamento dei tributi riprende, e nello stesso tempo si stabiliscono dei piani per il rimborso delle tasse sospese. In Italia, tra i contribuenti, c’è chi ha rimborsato solo il 10%, chi il 40%, chi tutto. Gli sconti alle imprese, invece, sono stati cassati in linea di principio dall’Unione Europea. A meno che non siano notificati in anticipo (cosa che non pare sia avvenuta neanche stavolta), e rientrino nel “de minimis”, cioè abbiano un importo non così elevato da impattare sulla concorrenza.

Dieci anni per restituire il 40%

Il decreto sul sisma del Centro Italia varato lunedì scorso, ma non ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale, prevede la ripresa del pagamento delle imposte dal 16 gennaio del 2020 e la restituzione dell’arretrato in 120 rate mensili, quindi dieci anni, “ma nel limite del 40% degli importi dovuti”.

Il testo del decreto sul sisma Centro Italia

Tre anni per restituire tutto

Chissà perché lo stesso trattamento non viene riservato ai cittadini catanesi. Il decreto fiscale che accompagna la manovra approvato dal governo il venerdì precedente, appena tre giorni prima (e anche questo non ancora pubblicato in Gazzetta), stabilisce per i contribuenti dell’area etnea la restituzione delle tasse dovute a partire sempre dal 16 gennaio 2020, ma con un massimo di 18 rate mensili, cioè tre anni.

Il testo del decreto fiscale

Cinque terremoti, cinque normative

Due pesi e due misure, ma forse anche di più. Perché oggi in Italia abbiamo ben cinque emergenze post terremoto aperte (oltre a Centro Italia e Catania, anche Ischia 2017, Emilia 2012 e Aquila 2009), e cinque normative diverse che la regolano. Sia sulla ricostruzione, sia sugli aiuti ai cittadini e alle imprese colpite dalle catastrofi. Nel Centro Italia hanno fatto la sanatoria degli abusi edilizi per tutti, a Ischia un condono tombale per pochissimi. A Catania hanno concesso un contributo immediato per la riparazione dei danni lievi, mentre per il rimborso degli stessi danni in Centro Italia bisogna aspettare due anni. A Genova, per la ricostruzione del ponte Morandi e delle case c’è un Commissario con poteri straordinari, a Ischia, Catania e in Centro Italia no.

Normativa quadro

Il bello è che dopo ogni terremoto o catastrofe, sistematicamente, c’è qualcuno che si alza e dice che serve una normativa quadro per regolare tutte le emergenze e le ricostruzioni. Aspettiamo il prossimo…

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