Farabollini, missile contro gli Uffici Ricostruzione

Attacco durissimo del Commissario alla Ricostruzione, Piero Farabollini, ai vertici della sua stessa struttura, che dipende dalla Presidenza del Consiglio, e degli Uffici Speciali per la Ricostruzione delle Regioni. Nella relazione scritta appena inviata alla Commissione Ambiente della Camera, a integrazione dell’audizione del 23 gennaio (quella del lusco e brusco), il Commissario parla di “collaborazione più di facciata che di sostanza”, di “arbitrarietà sostanziale degli interventi”, di “pervasività della visione soggettiva” rispetto alla necessità di un cambiamento. Nella relazione il Commissario chiude la porta anche alla possibilità di differenziare gli interventi nei comuni del cratere in base ai danni subiti.

Le accuse

“Fin dall’inizio – scrive Farabollini ai deputati – è apparsa subito chiara la pervasività della visione soggettiva nell’approccio del top management (struttura commissariale e direttori degli Uffici Speciali) rispetto alla necessità di impostare un nuovo modus operandi”. Poco dopo il Commissario parla di “collaborazione più di facciata che di sostanza sia da parte del top management commissariale (direttore generale, consigliere giuridico) che degli Uffici Regionali, dove a fronte di criticità espresse dagli stessi, si è sempre manifestata – scrive – una forte differenza di vedute molto spesso basate sulle modalità di applicazioni delle stesse procedure che sulla differente consapevolezza dell’obiettivo da raggiungere”. Il direttore generale, Speranzina De Matteo, e il consigliere giuridico, Raffaele Greco, hanno già lasciato nelle scorse settimane gli uffici della struttura commissariale.

Interventi arbitrari

“Gli stessi Usr – continua Farabollini – hanno percepito la volontà di svincolare preconcetti e riflettere sull’impianto normativo delle ordinanze e dei piani in essi contenuti, come voler mettere in crisi un sistema di gestione basato sull’arbitrarietà sostanziale dell’intervento rispetto a quello da me proposto, basato su una pianificazione strutturale e circostanziale”.

Rivoluzione ai vertici

Sono accuse pesanti, anche se non proprio chiare nella loro formulazione. E’ del tutto evidente che ci sono problemi seri tra il Commissario e le strutture tecniche deputate alla ricostruzione. E che Farabollini vuole un ricambio. Per ora il Commissario ha “ritenuto di dover far tesoro comunque delle professionalità a disposizione”, ma ha avviato nello stesso tempo uno “screening delle risorse interne e potenziali, così da individuare figure non solo più motivate, ma anche lontane dal rispondere a logiche di opportunità anziché puramente professionali”. (M. Sen.)

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