Amianto nelle macerie: la Cosmari sospende il servizio

Stop allo smaltimento delle macerie del sisma da parte del Cosmari in tutte le Marche, almeno fino a quando non sarà fatta chiarezza sulle modalità di gestione dei residui contenenti amianto. La decisione è stata resa nota questa mattina dai vertici del consorzio pubblico, dopo la recente inchiesta che vede il direttore Giuseppe Giampaoli indagato con i rappresentanti di tre ditte esterne per l’ipotesi di reato di smaltimento illecito di rifiuti. Il problema riguarda la presenza di amianto nei materiali trattati dal Cosmari e poi affidato a imprese esterne per il riciclaggio, che avrebbe dovuto essere esclusa.

Stop per fare chiarezza

“Giovedì scorso è arrivato l’avviso di garanzia – ha detto il presidente del Cosmari Graziano Ciurlanti – e in coerenza con le procedure indicate nel decreto 189 abbiamo ritenuto necessario creare un momento di discontinuità per acclarare la situazione. Non possiamo esporre l’azienda e la direzione a situazioni non comprensibili. Nella gestione riteniamo di aver operato al meglio, abbiamo costruito questo nuovo impianto che ci dà maggiore sicurezza. Pur avendo controlli effettuati da ditte specializzate, per filtrare la possibile presenza di residui di amianto, facciamo il possibile. Qualche volta, qualcosa di impercettibile può accadere”.

La conferenza stampa Cosmari

I Comuni informati

La Regione e i comuni sono stati informati della decisione assunta in via cautelativa dal Cosmari, che riguarda la sospensione di tutte le attività di raccolta, smaltimento, selezione delle macerie, svolta da due anni in provincia di Macerata e da due mesi anche a Monteprandone (Ap). Lo scorso 14 marzo al Cosmari erano arrivati i Carabinieri forestali ed i tenici dell’Arpam, l’agenzia regionale per l’ambiente, prelevando materiale da analizzare. Altri controlli erano stati eseguiti circa dieci mesi fa.

Lavoro preventivo

Gli uomini che lavorano al trattamento ed alla selezione delle macerie negli impianti di Tolentino e Monteprandone sono 38. I materiali con sospetta presenza di amianto subiscono una prima selezione sul posto, cercando di evitare che l’amianto si sbricioli, come accaduto a Tempori di Ussita per la demolizione dell’edificio Eca. “La Regione ed il Comune ci hanno incaricato di predisporre un progetto  di bonifica della zona: è meno complesso togliere una canna fumaria prima, che recuperare la fibra quando tutto è crollato o è stato demolito. Per smaltire l’amianto che ha ora contaminato la zona, serviranno quattro milioni di euro, la costruzione di un’apposita struttura ed operatori specializzati sul posto” ha detto lo stesso Giampaoli, direttore del Cosmari.

“Serve un chiarimento”

“Abbiamo chiesto alla Regione di verificare la conformità e l’adeguatezza delle procedure di gestione, sino ad oggi adottate dal Cosmari. Siamo aperti a tutti i controlli, per maggiore sicurezza abbiamo attivato un protocollo di autocontrollo interno, che sino ad oggi ha dato esito negativo. Una volta fatta chiarezza, siamo pronti a riprendere l’attività quanto prima. Vogliamo preservare l’immagine e l’integrità dell’azienda”, ha aggiunto Giampaoli. “I nostri legali sono dal pubblico ministero per conoscere le motivazioni dei provvedimenti. Il nostro impianto per il trattamento delle macerie è modernissimo, siamo certi di avere operato nel pieno rispetto  delle norme. Non ripartiremo sino a quando non sarà fatta chiarezza, il nostro lavoro non può essere sotto ad una tagliola, chiediamo che gli organi competenti definiscano le procedure ed i vincoli che dobbiamo rispettare, vorremmo che questo fosse il punto zero”. (Monia Orazi)


Check Also

Verso il decreto: appalti veloci, no a vincoli sulle case

Affidamento diretto degli appalti pubblici con la procedura del ribasso, attribuzione ai comuni dell’istruttoria sui …

Aggiungi qui il tuo commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:

Send this to a friend