Cratere bollente. Ai Comuni le pratiche sui danni lievi?

Le elezioni si avvicinano e nel cratere sismico, con la ricostruzione che non parte, tutti litigano con tutti. I tecnici con il Commissario e il governo, la Regione con i Comitati dei terremotati, i sindaci con il Governo, il Commissario coi sindaci e i Comitati. Nel frattempo Roma prepara i primi correttivi importanti al decreto 189, la legge madre sul terremoto del Centro Italia. Tra questi si immagina di offrire la possibilità ai Comuni di gestire direttamente tutte le pratiche per i danni lievi agli edifici, contributi compresi, e di dotarli di nuovo personale.

Decreto Catania

Vito Crimi, sottosegretario alla Presidenza con la delega sul sisma, è stato recentemente nelle quattro regioni e ha parlato con sindaci, professionisti, commissario e governatori, facendosi un quadro preoccupante della situazione. Con il decreto sul sisma di Catania, atteso a giorni, dovrebbero così arrivare nuove misure per snellire la ricostruzione nel cratere del sisma 2016. Per accelerare le procedure il governo sembra orientato a dare maggior responsabilità ai sindaci, anche con un nuovo rafforzamento del personale degli uffici municipali dedicati alla ricostruzione.

Trecento assunzioni

Si parla di 300 nuove assunzioni, con priorità per i Comuni più piccoli, che sono la maggior parte tra i 138 dell’intero cratere. Ai sindaci verrebbe poi data l’opzione di gestire autonomamente le pratiche per il rimborso dei danni leggeri alle abitazioni. Servirebbe anche ad accelerare il rientro degli abitanti nelle case e ridurre la spesa per le sovvenzioni, come il contributo di autonoma sistemazione o l’alloggio in hotel.

Più personale per gli Usr

Il decreto dovrebbe contenere altre misure, forse anche per favorire il rafforzamento del personale degli Uffici speciali per la ricostruzione e l’armonizzazione dei loro contratti di lavoro (che sono attualmente quattro e tutti diversi da loro). Attesa, soprattutto, la revisione delle procedure per l’esame delle pratiche per i contributi alla sistemazione delle case. Lo stesso Crimi nei giorni scorsi ha fatto riferimento allo spostamento dei controlli a valle della concessione dei fondi.

Infuriano le polemiche

Nel cratere, frattanto, la ricostruzione procede a ritmo lentissimo, e cresce l’esasperazione. Il 5 marzo molti tecnici professionisti delle Marche si asterranno dal lavoro sulle pratiche del terremoto.

Protestano per le lentezze burocratiche, i costi ammissibili troppo bassi, i tempi troppo lunghi di pagamento, e chiedono di cambiare le regole. Alcuni sindaci continuano a immaginare una manifestazione di protesta a Roma, mentre il Commissario Piero Farabollini risponde sempre più seccamente alle loro accuse di latitanza. (m. sen.)

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