La Lega ammette: decreto terremoto, primo intervento parziale

“Un primo intervento, forzatamente parziale per tempi e attuali disponibilità di bilancio, ma concreto”. Così il leghista Tullio Patassini, relatore di maggioranza per la Lega, ha definito il decreto terremoto, destinato a passare all’esame dell’Aula della Camera senza modifiche rispetto al Senato, e dunque ad essere convertito in legge. 

Poche integrazioni

Il decreto contiene alcune proroghe e poche modifiche rispetto al testo originario presentato dal governo Gentiloni. Integrazioni piuttosto deludenti, anche a giudizio dei comitati di difesa dei terremotati, riassumibili nella sanatoria delle casette abusive (nuova versione) e nel condono (piuttosto stretto) per le difformità gravi nelle case da ricostruire.

…un cambio di passo?

Non di meno la nuova maggioranza è convinta di aver impresso un cambio di passo alla ricostruzione.  “Mi onoro di avere avuto la possibilità di contribuire finalmente all’avvio di una politica fattuale a fronte delle politiche dei governi Renzi-Gentiloni fatte di ordinanze commissariali anche contraddittorie” ha detto Patassini. Ammettendo subito dopo che “in un solo mese al governo abbiamo dovuto cercare il rimedio a due anni di non risposte e di errori sostanziali, il che è oggettivamente impossibile”.

Primo passo per la ricostruzione

“Questo provvedimento – ha concluso Patassini – è un primo intervento certamente parziale. Il testo in esame va visto nella sostanza, ovvero come un concreto inizio per superare finalmente la fase di emergenza e avviare quella della ricostruzione”.

Le principali novità

Di seguito, l’elenco fornito dallo stesso relatore alla Camera dei principali contenuti del nuovo decreto legge sul terremoto del Centro Italia. Alcune proroghe erano già previste nel testo originario del decreto Gentiloni. 

1. prorogato lo stato emergenza al 31 dicembre 2018, stanziando risorse per 300 milioni. 
2. prorogato di un anno (al 2019) la restituzione mutui dei comuni e anche la possibilità di adeguare l’indennità ai sindaci < 5mila abitanti
3. esonerato i comuni dall’obbligo di raggiungere gli obiettivi di raccolta differenziata durante il periodo dell’emergenza
4. prorogato di 2 anni al 2020 i mutui per attività economiche e privati per prima casa, e al 2021 per chi è in zona rossa
5. riconosciuto ai privati le spese per la TOSAP per l’occupazione del suolo pubblico per il cantiere di ricostruzione
6. prorogato sino al 2020 le esenzioni delle bollette delle forniture in zona rossa
7. introdotta la possibilità di avvalersi del datore di lavoro per la restituzione a rate dei versamenti della busta paga pesante. Ciò sgraverà i contribuenti da ulteriori adempimenti burocratici con l’F24
8. aumentato la soglia dell’importo dei lavori pubblici per l’obbligatorietà della SOA di cui molte imprese edili locali (circa il 50% aveva cessato l’attività) sono provvisti.
9. introdotto il rimborso delle spese per l’adeguamento antincendio e per l’eliminazione delle barriere architettoniche di immobili distrutti o danneggiati 
10. ampliato il numero delle centrali uniche di committenza per superare una limitazione eccessiva dei soggetti attuatori;
11. prorogato a fine dicembre 2018 gli interventi di immediata esecuzione e presentazione schede AEDES da parte dei professionisti
12. prevista la realizzazione di aree turistiche attrezzate per roulotte e camper per proprietari di seconde case distrutte, fondamentale per il rilancio del turismo e per far rivivere le comunità 
13. prevista la pubblicazione e l’aggiornamento periodico di linee guida del commissario con procedure e adempimenti connessi alla ricostruzione 
14. viene riassegnata ai comuni l’istruttoria della compatibilità urbanistica.
15. introdotta – finalmente – una norma adeguata per sanare le casette temporanee costruite senza permesso, in emergenza, ma necessarie per affrontare immediate esigenze abitative
16. introdotta una norma per consentire demolizioni e ricostruzioni di abitazioni inagibili in deroga al vincolo stradale;
17. introdotta la possibilità per le diocesi di intervenire direttamente su molte delle 3.000 chiese danneggiate ricorrendo a procedure previste per la ricostruzione privata, in luogo delle procedure pubbliche, per lavori su singoli interventi di importo fino a 500.000 euro.
18. per sbloccare la ricostruzione dei privati sono state definite le procedure sia per condoni pendenti connessi a fabbricati danneggiati dal sisma, sia per sanare piccole difformità realizzate in assenza di SCIA
19. proroga dei termini relativi alla restituzione degli sconti fiscali e contributivi del 60% concessi alle imprese dell’area colpita dal terremoto 2009 e considerati da Bruxelles aiuti di stato illegittimi, permettendo al governo di avviare urgentemente in Europa una negoziazione sulla procedura di infrazione

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2 comments

  1. Linda Bertolani

    Tutto ok, tranne per il problema principale che da tempo stanno affrontando i poveri terremotati: la disonestà di tecnici e ditte. C’è chi fa credere che puntellare gli edifici lesionati rientrerà nei rimborsi per la ricostruzione. Intervengono, trattano le case come stalle, poi pretendono immediatamente i soldi dai malcapitati. Nemmeno il segnalare il problema alla Di Lorenzo, serve a niente. Arriva la risposta che il problema è tra privati e il governo non c’entra. Ma chi deve allora far rispettare le regole da loro scritte?
    Intanto i cittadini pagano due volte.

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