Ricostruzione: Conte, serve una “semplifcazione burocratica”

Lo stato della ricostruzione post sisma dimostra che in Italia “c’è necessità di una semplificazione burocratica”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, visitando le aree colpite dal terremoto del 2016. 

Decreto al Senato

Il governo sembra dunque propenso a snellire le procedure che guidano la ricostruzione, sostanzialmente ancora ferma a quasi due anni dagli eventi. E la prima occasione per mettere alla prova l’impegno sarà la discussione del nuovo decreto terremoto questa settimana in Parlamento.

Il testo attuale

Il testo presentato dal governo Gentiloni, già in vigore, prevedeva solo le proroghe dei termini che scadevano a fine maggio, dal pagamento delle tasse alle bollette. Ma nelle settimane scorse il Commissario, i Governatori, i sindaci e tutti i partiti avevano definito un pacchetto di misure ben più corposo.

Le norme già studiate…

Tra queste anche la sanatoria delle gravi difformità edilizie nelle case da ricostruire con i contributi pubblici, la regolarizzazione delle casette abusive, la riapertura del bando per la zona franca, le norme e i fondi per gli espropri delle aree Sae, assunzioni nei Comuni e negli Uffici Speciali regionali. 

… e quelle che verranno

Tutte norme che, a ben vedere, disciplinano altri aspetti della ricostruzione ma che non sembrano semplificare per nulla le procedure attuali. Gli emendamenti al decreto terremoto attesi dalla maggioranza e dallo stesso governo sveleranno se siamo davvero a un punto di svolta. (M. Sen.)

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