Case “vere” agli sfollati: prezzi troppo bassi, c’è chi non vende più

Parte da Esanatoglia (Mc) la consegna ai terremotati degli appartamenti invenduti acquistati dall’Erap, l’ente per l’edilizia pubblica della regione Marche, come alternativa alle Sae. Ieri tre famiglie sono entrate in possesso di tre alloggi in via Borgo San Giovanni, in un edificio costruito pochi anni fa. Sono i primi dei circa 360 appartamenti acquistati per un investimento totale di 55 milioni di euro: un’operazione che sta procedendo con qualche difficoltà anche per il ribasso dei prezzi imposto dalla Protezione Civile, che ha spinto molti imprenditori edili a rinunciare alla vendita degli appartamenti. 

In arrivo 100 case “vere”

<Sono case “vere”, acquisite a prezzi molto competitivi, ma con caratteristiche di qualità. Un’operazione che dà soluzione abitativa alle famiglie, non consuma suolo, dà opportunità al mercato immobiliare locale in una difficile fase e accresce il patrimonio pubblico edilizio. Più obiettivi colti con un unico strumento. Oltre a questi primissimi tre appartamenti consegnati a Esanatoglia, abbiamo già firmato 30 preliminari per circa 100 abitazioni nel maceratese e tra 60 giorni firmeremo i definitivi con le ditte fornitrici. Nel complesso investiamo 55 milioni di euro, come prima tranche, per un totale di 360 alloggi>ha detto il presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli, ieri a Esanatoglia.

Stanziati 123 milioni

I fondi per l’acquisto degli immobili sono stati messi a disposizione dalla Protezione Civile nazionale. In totale sinora sono 911 gli alloggi individuati con i tre diversi bandi emessi dalla Regione Marche, di cui oltre 400 fuori cratere, per un valore complessivo di 123 milioni di euro. I due mesi che intercorrono tra i contratti preliminari e quelli definitivi, cui accennava Ceriscioli, sono lasciati alle ditte costruttrici o ai proprietari per completare eventuali interventi o rifiniture, che servono per rendere abitabili gli appartamenti.

Ma c’è chi non vende più

In alcuni centri però si stanno verificando dei problemi. A Camerino per i 19 appartamenti selezionati per gli sfollati, non sono ancora stati presentati da parte dei proprietari i documenti preliminari. A Castelraimondo un costruttore edile settempedano ha trovato offerenti migliori, ed ha venduto ad altri privati due degli appartamenti che erano stati individuati e inseriti nella graduatoria. In casi come questo si scorre lungo la lista, sino a trovare altri appartamenti disponibili che abbiano gli stessi criteri di congruità di quelli già acquisiti. Semprechè i proprietari, o le ditte costruttrici siano pronti a vendere ai prezzi offerti dalla Regione.

Prezzi troppo bassi

La valutazione dei prezzi per l’acquisizione avviene avendo a riferimento i dati Omi (L’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate), relativi alle costruzioni di edilizia economica e popolare  (in alcuni casi convenienti rispetto alle Sae, costate in media 2.600 euro a metro quadro considerando però anche le opere di urbanizzazione).  I ripensamenti delle imprese costruttrici e dei proprietari, che a volte prendono tempo ritardando la presentazione dei documenti, come confermano a Sibilla Online diversi imprenditori edili della zona, dipendono proprio dalla revisione al ribasso dei prezzi di vendita, in base ai dati Omi. Il valore di riferimento per la zona centrale di Civitanova Marche (Mc) per alloggi di categoria B1, varia da 1.300 a 1.900 euro al metro quadro, dai 1.110 a 1.600 per le abitazioni di tipo economico. (Monia Orazi)

 

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