Intervista al Commissario De Micheli. Le nuove norme in arrivo

La proroga di tutte le scadenze del 31 maggio, dalla busta pesante alla ripresa del pagamento delle utenze, ma anche dello stato di emergenza del sisma 2016 e della struttura commissariale, che scadono in estate. Nuovo termine a fine anno per la presentazione dei progetti per il danno lieve, e poi la riapertura della sanatoria per le casette temporanee e del bando per la Zona Franca Urbana, la regolarizzazione delle gravi difformità edilizie, le assunzioni negli Usr e nei Comuni, l’estensione del sismabonus.  Il Commissario alla ricostruzione, Paola De Micheli, fa il punto con Sibilla Online su tutte le norme in preparazione.

Lei ha incontrato in questi giorni tutti i partiti. Sembra che ci sia consenso e condivisione sul pacchetto che ha messo a punto insieme alle Regioni. Che speranze ci sono di vederlo approvato?

“Dipende dal governo. Noi stiamo facendo un lavoro di preparazione, e confermo che c’è piena collaborazione di tutte le forze politiche. Il consenso c’è, ora serve un esecutivo che presenti il decreto”

Andiamo al contenuto. Il 31 maggio si dovrà riprendere a pagare le tasse e a restituire quelle sospese?

“Vogliamo prorogare tutte le scadenze del 31 maggio, dalla busta paga pesante, alla restituzione delle imposte sospese. Vorremmo farla partire tra un po’, e farla durare almeno 5 anni. Ma è una norma che ha bisogno di copertura finanziaria e stiamo facendo le verifiche con il Ministero dell’Economia. L’intenzione è quella di posticipare anche la ripresa della fatturazione per le utenze domestiche. Tra le proroghe che proporremo c’è anche quella dello stato di emergenza legato al sisma del Centro Italia, che scade il 24 agosto, e della stessa struttura commissariale. Parlo della struttura, non del mio ruolo”.

Lei scade l’11 settembre, giusto? Cosa farà?

“Confermo. Per ora continuo a lavorare sulla missione che mi è stata affidata. Poi si vedrà. Intanto andiamo avanti con questo pacchetto di misure che ci sembrano necessarie per sostenere la popolazione e dare impulso alla ricostruzione”.

Nel decreto ci sarà anche la norma sugli abusi edilizi. Ce la spiega? Davvero sono gli abusi a bloccare i lavori?

“Questo ci dicono i professionisti e i sindaci. E dobbiamo intervenire. Ci sarà sempre qualcuno che storcerà la bocca, è normale. Una regolarizzazione ce la saremmo evitata. Ma di fronte alla prospettiva di non poter ricostruire il 90 per cento delle case distrutte dal sisma, forse possiamo sacrificare un pezzetto delle nostre ideologie. Comunque è chiaro che il problema delle difformità gravi c’è, e per tener conto delle norme che stiamo per varare daremo anche tempi più lunghi per la presentazione dei progetti e delle richieste di contributo per il danno leggero alle case”

I termini sono stati appena prorogati a fine luglio, saranno estesi ancora?

“Li porteremo a fine anno, come per il danno grave. Ma terremo conto anche degli immobili che si trovano nelle zone perimetrate dai Comuni. In questi casi i termini per la presentazione delle richieste di contributo scadranno 120 giorni dopo l’approvazione del piano comunale di ricostruzione”. 

Commissario De Micheli, come funzionerà il condono?

“Ci sono tre interventi. Il primo, la chiusura di tutte le domande di condono presentate nel cratere fino ad oggi e ancora pendenti. Dal 1967 sono state presentate migliaia di domande che restano inevase, e prima sistemiamo quelle. Poi elimineremo, sempre nel cratere, e per le case da ricostruire, il vincolo della doppia conformità alle norme edilizie (quello che permette di sanare solo le opere “regolari” sia al momento della sanatoria che in quello della realizzazione, ma non dichiarate – ndr). Infine ci sarà un elenco di altre difformità minori, specifiche, che potranno essere regolarizzate. Dove la difformità edilizia è legata al Piano Casa, e quindi ci sia un aumento volumetrico fino al 20%, la norma prevede la sanatoria ma esclude dal contributo pubblico quella superficie ulteriore”.  

Riaprirete anche la regolarizzazione delle casette abusive? Finora i casi emersi si contano sulle dita di una mano…

“Riapriremo e allargheremo anche la sanatoria delle casette. Ma provvederemo anche a riaprire i termini per l’adesione delle imprese al regime della Zona Franca urbana”

Il bando escludeva quelle che hanno subito i due terremoti, di agosto e di ottobre…

“E alcuni comuni dell’Abruzzo. Adesso il bando sarà corretto e rientreranno le imprese dei comuni di tutti e tre gli elenchi. Saranno ammesse agli aiuti anche le società di persone. Se servisse, potremmo anche immaginare delle compensazioni fiscali per quelle che sono rimaste escluse in questo primo periodo”

Si pensa di estendere il regime del sismabonus legato alla ricostruzione?

“Le detrazioni del sismabonus sono accessibili sia per gli immobili che ottengono il contributo per la riparazione di un danno lieve, di tipo B, ma anche per gli edifici più danneggiati, che devono essere demoliti e ricostruiti. Abbiamo chiesto all’Agenzia delle Entrate se è possibile collegarlo ad altre fattispecie. Vedremo, sarebbe utile”

C’è carenza di personale negli Uffici della Ricostruzione, come pensate di risolvere il problema?

“Non solo lì, anche nei Comuni, e provvederemo con il decreto a fare nuove assunzioni sia negli Uffici della ricostruzione che nei municipi. E dobbiamo verificare anche un aspetto legato al ruolo dei Segretari Comunali, che in questa fase dovrebbero svolgere incarichi molto rilevanti. Vorremmo anche assumere altri professionisti per le strutture centrali del governo. Io credo ci sia bisogno di un centinaio di persone preparate, professionali, da mandare in giro per l’Italia dove ci sono problemi molto complessi da affrontare  come una ricostruzione, o la prevenzione di un rischio naturale”. (M. Sen.)

 

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One comment

  1. paolo ginoro

    Non è discriminatorio considerare “le norme per gli abusi edilizi”, valide esclusivamente per il cratere del sisma?
    Intendo dire che una PRIMA CASA danneggiata dal terremoto è tale anche a dieci chilometri dal confine del cratere.
    Vi segnalo il mio caso (non unico da quello che ho sentito in giro), per esempio.
    Comune contiguo al cratere, prima casa (unica casa) costruita circa 50 anni fà:
    Dopo il terremoto faccio domanda per il sopralluogo, la squadra della protezione civile decreta con scheda aedes danno C. Una volta in comune scopro un delirio. Che parte delle casa non corrisponde al disegno depositato (con mia grande sorpresa, altrimenti mi sarei ben guardato dal fare la domanda di sopralluogo).
    Danno del sisma e contenzioso col comune insieme: una disdetta.
    Quindi segnalo al gentile on. De Micheli che le norme di cui sopra, dovrebbero riguardare tutte le prime case colpite dal sisma, altrimenti come dicevo ci troveremo difronte a provvedimenti altamente discriminatori.

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