Il terremoto di Muccia: Boschi accusa l’Ingv, Tondi risponde. La Grandi Rischi dov’è?

E’ davvero una brutta pagina della sismologia o dell’informazione, forse di entrambe, l’intervento dell’ex presidente dell’Ingv, Enzo Boschi, sul terremoto di Muccia. Secondo Enzo Boschi l’attuale vertice dell’Ingv, l’Istituto di Geofisica guidato da Carlo Doglioni, starebbe sostanzialmente sottovalutando i rischi delle continue scosse che da mesi colpiscono Pieve Torina e Muccia. A Nord Ovest dei terremoti devastanti di ottobre 2016, dove secondo Boschi si starebbe spostando la direttrice contagiosa dei terremoti appenninici. 

Tesi pilatesca

Una tesi esposta in modo brutale. La definizione di “naturale assestamento” di questi movimenti data dall’Ingv, secondo Boschi,  “è una locuzione assolutamente priva di significato sul piano scientifico e inutile per gli scopi della Protezione Civile. Meraviglia una dichiarazione inutile e tanto pilatesca da parte di un personaggio” dice riferito a Doglioni “che da almeno sette-otto anni dichiara di poter prevedere i terremoti analizzando proprio le sequenze sismiche”.

Che succede a Muccia?

Tra i due devono essere volati stracci, in passato, e continuano a volarne. Boschi infatti incalza. “Manifestò pubblicamente questa sua convinzione quando iniziò il processo a L’Aquila contro un gruppo di persone, tra le quali il sottoscritto, perché non avevano previsto il terremoto del 2009”. E aggiunge. “A L’Aquila si verificarono circa 300 scosse nei mesi precedenti il terremoto del 6 aprile 2009. A Muccia solo in un mese ne sono già state registrate più di 2.200!”. A questo punto, scrive Boschi, “è lecito pretendere di sapere da Doglioni che cosa succederà nell’immediato futuro a Muccia e nei suoi dintorni. Oppure è lecito pensare, come molti credono, che le sue considerazioni per la sequenza aquilana nascevano solo da un insopprimibile malanimo nei confronti di qualcuno di coloro che erano sotto processo per cercare di influenzare PM e Giudice?”.

Il sisma verso Nord Ovest

Devastante. Ma c’è altro. Dice Boschi che “il processo iniziato a Muccia potrebbe riprendere il cammino nella stessa direzione, andando cioè verso zone che finora non sono state attive, ma che nel passato hanno prodotto terremoti molto importanti. Per esempio il terremoto del 1799, quello delle 1833 e ancora il terremoto di Fabriano del 1741 e quello di Cagli del 1781”. E conclude, l’ex capo dell’Ingv tra il 1999 e il 2011, ben dodici anni, invitando “tutti coloro che ne hanno la responsabilità e la capacità di mettere in atto tutte le possibili misure preventive a Muccia e nelle zone circostanti. Non è detto che il terremoto arrivi ma è sempre meglio e doveroso essere comunque preparati”.

La replica di Tondi

Aiuto! E’ un problema tra Boschi e Doglioni, o a Muccia (e oltre) ci dobbiamo davvero preoccupare? Qualcuno può spiegare? La Commisione Grandi Rischi, quella di cui faceva parte Boschi, che venne condannata e poi assolta a L’Aquila, dov’é? Che dicono la Protezione Civile, il governo, il Commissario? Qui l’unica risposta a Boschi l’ha data Emanuele Tondi, professore di geologia a Camerino e sindaco di Camporotondo sul Fiastrone. Gli ha detto di non spargere il panico e di preoccuparsi di casa sua, del forlivese, dove ci possono essere terremoti oltre il settimo grado che non si verificano da troppi secoli. Scherziamo? (M. Sen.)  

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