Busta pesante, zona franca, abusi, stalle. Arrivano nuove norme e ordinanze

Giovedì un vertice con i Governatori delle quattro regioni interessate. Poi, da metà maggio, incontri con tutti i gruppi politici rappresentati in Parlamento. Infine una verifica (inedita) anche con le parti sociali, cioè imprese e sindacati. Il governo Gentiloni ha chiuso i battenti, quello nuovo ancora non c’è, ma il Commissario alla Ricostruzione, Paola De Micheli, continua a lavorare su un pacchetto di nuove norme di legge per il territorio colpito dal sisma 2016.

Il nuovo pacchetto

Tra queste la proroga della busta paga pesante, l’alllungamento del periodo di restituzione delle tasse sospese, i correttivi alla zona franca urbana per le imprese, la sanatoria delle “gravi difformità” edilizie nel cratere. Tutti problemi sui quali occorre intervenire con una legge.

Altre Ordinanze

Nel pacchetto del Commissario ci saranno anche alcune nuove Ordinanze. Una, in particolare, dovrebbe rendere “permanenti” le stalle fornite dalle Regioni agli allevatori nel corso dell’emergenza, che sono considerate strutture “provvisorie”. Un’altra dovrebbe riguardare i costi parametrici per la ricostruzione degli edifici privati a uso pubblico e per quelli, sempre privati, che ricadono nella tutela dei beni artistici e culturali. 

Percorso tortuoso

Per fare arrivare in porto le nuove misure legislative il percorso, senza un esecutivo in carica, sarà più lungo e più tortuoso. Ma intanto comincia. Giovedì 10 maggio le norme messe a punto dal Commissario saranno al centro di un incontro con i Governatori regionali, suoi vice-commissari. Poi la De Micheli, a partire dalla prossima settimana, incontrerà tutti i gruppi politici per assicurarsi il sostegno parlamentare.

De Micheli cerca il consenso

Il Commissario farà un passaggio anche con le rappresentanze delle imprese e dei sindacati. Con lo scopo evidente di creare il più ampio consenso possibile su un insieme di interventi da sottoporre al primo governo in grado di presentare un decreto alle Camere.

Rimborso tasse in 5 anni

La correzione di alcune norme che ostacolano la ricostruzione è considerata indispensabile dai sindaci, dalle Regioni, dallo stesso Commissario. Il 31 maggio finisce il regime della busta paga pesante per i lavoratori dipendenti. Da giugno torneranno a verdersi detrarre l’Irpef dal cedolino e dovranno cominciare a restituire le imposte sospese in questo anno e mezzo. La legge prevede la restituzione in due anni. L’intenzione è quella di prorogare ancora di qualche mese l’attuale regime, e allungare il periodo del rimborso a cinque anni. Il tempo stringe e non è detto che il provvedimento arrivi in tempo per il 31 maggio. Ma l’intenzione di risolvere il problema resta. 

Sanatoria per gli abusi

Nel provvedimento ci sarà anche la regolarizzazione delle “gravi difformnità edilizie” negli immobili da riparare o ricostruire. Sembra essere uno dei principali ostacoli per l’avanzamento delle pratiche di contributo, che dopo la proroga al 31 luglio per il danno lieve, procedono ancora a ritmo molto lento.

Più personale per gli Usr

Il nuovo provvedimento di legge dovrebbe consentire anche nuove assunzioni negli Uffici Speciali per la Ricostruzione. Benchè ne arrivino ancora poche, il personale è decisamente sottodimensionato rispetto alla quantità di pratiche di contributo da esaminare (60-70 mila).

La Zfu da rivedere

Si tenterà di intervenire anche per correggere i meccanismi della zona franca urbana per le imprese, che oggi tagliano incredibilmente fuori quelle che hanno subito i due terremoti, quelli di agosto e di ottobre. La riapertura dei termini, infatti, ha beneficiato solo le imprese residenti nei comuni dell’Allegato 2, quelli aggiunti solo dopo le scosse di ottobre. Le imprese di centri come Norcia, Arquata, Valfornace, Muccia, Visso, Ussita, Fiastra, sono rimaste a secco.

Casette abusive

Altro possibile intervento riguarda la regolarizzazione delle casette abusive. La norma “Salva Peppina”, che all’atto pratico rischia di aver risolto solo il problema della nonnina di Fiastra. I criteri per ottenere la sanatoria erano talmente rigidi (quasi ritagliati su quel caso specifico), che non ci è rientrato nessuno. Nell’Alto Maceratese abbiamo contato otto domande presentate, di cui due sanabili a termini di legge. Chiaramente è stato un flop.

Sismabonus e Cas

Non è tutto, perchè presto potrebbero arrivare altri provvedimenti che interessano i cittadini delle aree colpiti dal sisma. Tra le Ordinanze del Commissario potrebbe essercene una per disciplinare il collegamento dei contributi pubblici per la ricostruzione con l’uso del Sismabonus per migliorare ulterioremente la sicurezza degli immobili ricostruiti. In tempi brevi è atteso anche un chiarimento della Protezione Civile sul diritto al Contributo di autonoma sistemazione, che alcune interpretazioni regionali stanno invece limitando.   (M. Sen.)

 

 

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