Busta pesante: Cgil, Cisl e Uil chiedono proroga al Governo

Restituire certezze alle popolazioni colpite dagli eventi sismici, cominciando col dare “risposte immediate su tempi e criteri di restituzione della busta paga pesante”. È quanto chiedono Cgil Cisl e Uil delle Marche a poche settimane dalla scadenza del 31 maggio indicata per l’avvio della restituzione dell’Irpef e dei contributi sospesi nelle aree del cratere sismico.

Chiesti chiarimenti

I sindacati hanno inviato una richiesta ad Inps e Agenzia delle Entrate regionali per avere una indicazione corretta sulle modalità di restituzione. “Le poche indicazioni pervenute – si legge in una nota – non danno indicazioni complete. Non ci sono codici tributo e modelli per il versamento autonomo delle imposte sospese da parte del contribuente. Dalle amministrazioni arrivano indicazioni discordanti sulla possibilità o meno di far detrarre direttamente dallo stipendio le imposte da restituire. Ad oggi i contribuenti non hanno ancora strumenti per comunicare la volontà di rateizzazione, il numero delle rate prescelto e per effettuare i relativi versamenti”.

Il 31 maggio stop a sospensione

Come se non bastasse, sottolineano i sindacati, il 31 maggio scade anche la sospensione dei termini di pagamento per le utenze di acqua, luce e gas delle abitazioni inagibili. Entro il 31 agosto, poi, i gestori emetteranno per tutti gli utenti del cratere un’unica fattura di conguaglio relativa a tutto il periodo di sospensione e rateizzabile in 36 mesi. “Un vero e proprio effetto stangata, con le buste paga e le pensioni che rischiano di risultare insufficienti a far fronte alla ripresa di tutte le riscossioni. È un pericolo che denunciamo da tempo e che, mentre la terra non smette di tremare, si sta facendo sempre più concreto”. 

Serve una proroga

Per questo Cgil Cisl e Uil nazionali hanno chiesto al Governo che venga prorogata fino alla fine dell’anno la riscossione delle ritenute. Per le organizzazioni sindacali, “è opportuno valutare, come è avvenuto in precedenti occasioni, una riconsiderazione del termine previsto per la ripresa della riscossione. La richiesta considerata congrua dai territori sarebbe quella di dicembre 2018 (invece di maggio 2018) per l’inizio del versamento attraverso un intervento urgente. Occorre utilizzare strumenti nazionali o regionali per consentire di posticipare il termine e dare quindi una risposta alle necessità delle popolazioni colpite dal sisma”. (Red)

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