Zona Franca, escluse le imprese dei comuni più colpiti

Il nuovo bando per la Zona Franca si è chiuso il 20 aprile, e incredibilmente le imprese dei comuni marchigiani più colpiti dal terremoto sono rimaste a secco. Anche se la riapertura delle domande per i benefici del regime fiscale, fino a 200 mila euro tra imposte e contributi, era stata studiata proprio per loro.

Chi resta all’asciutto

Un’altra legge fatta male, insomma. Che non solo non è servita allo scopo che si era prefissa, ma che stavolta ha addirittura raggiunto l’obiettivo opposto. Arrivando a tagliare fuori chi ha avuto i danni maggiori, cioè le (tra l’altro poche) imprese di Visso, Ussita, Fiastra, Valfornace, Sanginesio, Sarnano, nelle Marche, e molte di quelle di Norcia, Preci, Sellano e Cerreto in Umbria. In pratica tutte le imprese che hanno avuto problemi con i terremoti del 26 e del 30 ottobre, ma che per loro sfortuna avevano gli stabilimenti nei circa 60 comuni compresi nel primo elenco del cratere, quello disegnato dopo il sisma di Amatrice del 24 agosto.

La toppa peggio del buco

La versione originaria della Zona Franca ammetteva ai benefici tutte le imprese del cratere (poi allargato a 130 comuni) che avessero registrato un calo del 25% del fatturato negli ultimi quattro mesi del 2016 rispetto allo stesso periodo del 2015. E penalizzava le imprese marchigiane, che avevano avuto un calo dell’attività solo negli ultimi due mesi dell’anno. Per metterle sullo stesso piano delle altre, la norma è stata modificata con l’ultima Legge di Bilancio (art. 1 commi 745 e 746), consentendo di far riferimento ai quattro mesi tra il primo novembre 2016 e il 28 febbraio 2017. Assurdamente, però, il nuovo criterio vale solo per le imprese residenti nei comuni del secondo elenco del cratere, i circa 60 che sono stati aggiunti dopo il sisma di fine ottobre.

Incentivi al contrario

I nuovi criteri sono stati dunque utili per far rientrare le imprese di Macerata, Tolentino, Ascoli, Fabriano, Spoleto, Camerino, Muccia. Ma si sono rivelati una vera e propria beffa per quelle dei paesi montani più pesantemente colpiti dal sisma. Dopo la sanatoria delle casette abusive che non sana nessuno, un altro capolavoro legislativo: gli incentivi al contrario. E dire che i fondi a disposizione della Zona Franca non mancherebbero: 192 milioni per il 2017, 166 per il 2018 e 140 per il 2019. (Mario Sensini)

 

 

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