Gli sgravi del Sismabonus anche per le case da demolire

Finalmente una buona notizia, o quanto meno una cosa di buon senso (assai rara, nel cratere Centro Italia). Il Sismabonus, uno sgravio fiscale fino all’85% su una spesa massima di 96 mila euro, potrà essere applicato anche agli immobili demoliti e ricostruiti con i contributi pubblici. Finora il bonus era accessibile solo alle ristrutturazioni che non comportavano le demolizioni.

Demolizione e ristrutturazione

Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate rispondendo ad un “interpello” di alcuni contribuenti, e dopo aver chiesto un parere al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. “Si ritiene – scrive l’Agenzia nella Risoluzione – che gli interventi consistenti nella demolizione e ricostruzione di edifici adibiti ad abitazioni private o ad attività produttive possono essere ammessi alla detrazione di cui all’art. 16 del decreto legge n. 63 del 2013, sempreché concretizzino un intervento di ristrutturazione edilizia e non un intervento di nuova costruzione”.

Più soldi per ricostruire

Oltre al contributo pubblico per la ricostruzione della casa demolita i cittadini, investendo una somma ulteriore per la messa in sicurezza, potranno contare su sgravi fiscali molto forti. Il Sismabonus consente una detrazione fiscale che va dal 50% all’85% di una spesa massima di 96 mila euro, da godere in cinque anni. Se gli interventi comportano il miglioramento di un grado del rischio sismico dell’immobile la detrazione sale al 70% (75% nei condomini), se il miglioramento è di due livelli all’80% (85%).

Un esempio pratico

Per capire meglio. Una spesa di 80 mila euro che comporta una detrazione fiscale del 70%, dà luogo a un credito fiscale di 56 mila euro da spalmare in cinque anni, cioè a 11.200 euro di tasse in meno da pagare ogni anno. Il vero limite dello sconto fiscale è che non tutti pagano imposte così elevate da poter scontare in pieno la detrazione. Per i proprietari degli appartamenti nei condomini, però, questo problema non esiste. Lo sgravio fiscale non solo è superiore, ma il bonus invece che essere scontato sulle tasse da pagare, può essere ceduto direttamente all’impresa che fa i lavori. 

Occhio al titolo edilizio

Per poter sommare il Sismabonus alla demolizione e ricostruzione dell’immobile, chiarisce l’Agenzia delle Entrate “ai fini della applicazione della detrazione è necessario che dal titolo amministrativo che assente i lavori risulti che l’opera consista in un intervento di conservazione del patrimonio edilizio esistente e non in un intervento di nuova costruzione”. 

Iva al 10%

La Risoluzione dell’Agenzia è del 27 aprile e sottolinea, tra l’altro, che sulle ristrutturazioni che comportano la demolizione si deve pagare l’Iva ridotta al 10% (anche se si tratta di prima casa: non essendo considerata nuova costruzione non può essere applicata l’Iva al 4%). E’ possibile che nei prossimi giorni vengano fornite indicazioni operative sull’applicazione del bonus sia ai professionisti, da parte dei rispettivi ordini professionali, che agli Uffici Speciali per la Ricostruzione, che dovranno vagliare i progetti. (M. Sen.)

 

 

 

 

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