La ricostruzione è ancora ferma. Solo 190 case in riparazione

Ammessi i problemi, corretti gli errori, la situazione resta uguale a prima. I cittadini colpiti dal terremoto non presentano le domande di contributo per la riparazione dei danni, gli Uffici speciali per la ricostruzione procedono a passo di lumaca nell’esame di quelle poche che sono state presentate. Il risultato è sconfortante: rispetto a novembre, quando Sibilla Online denunciò lo stallo della situazione, è cambiato pochissimo, quasi niente. Nonostante il termine “perentorio” del 30 aprile per chiedere il rimborso dei danni lievi sia ormai vicinissimo.

Servono 100 anni

Al 13 marzo scorso, all’Ufficio Speciale della provincia di Macerata, che copre anche quella di Fermo, risultavano presentate appena 1.331 domande di contributo, 327 in più rispetto alla rilevazione di inizio novembre 2017. Le domande che sono state approvate sono passate, in quattro mesi, da 63 a 190: ne sono state autorizzate dunque 127, in media una al giorno. Le case danneggiate nella provincia, in modo più o meno grave, sarebbero tra 30 e 40 mila: di questo passo servirebbe un centinaio d’anni per esaminarle tutte.

Nuova proroga?

L’impennata in cui confidava il governo dopo l’ultimo ritocco alle norme e le nuove istruzioni impartite agli Uffici non c’è affatto stata. E le cose, per quello che raccontano i numeri, continuano a non funzionare per il verso giusto. Il Commissario alla ricostruzione ha indicato fine aprile come scadenza ultimativa per le domande relative ai danni lievi, mentre quella per i danni pesanti è a fine anno. Ma di questo passo, senza un’accelerazione repentina al momento improbabile, moltissima gente rischia di rimanere fuori. A meno di non prorogare nuovamente il termine, che sarebbe possibile una sola volta e con la scadenza ultima di luglio. 

Aperti 190 cantieri

Delle 1.331 domande presentate fino a questo momento all’Usr di Macerata, 1.200 riguardano le abitazioni con danno lieve (se ne stimano almeno 10-15 mila nella provincia), appena cento le abitazioni con danno pesante (sono state approvate finora solo quattro domande), una trentina i danni alle imprese. Le 190 domande approvate determinano un contributo a carico dello Stato, finora, di 22,5 milioni di euro. In media, ogni progetto vale 119 mila euro. (Mario Sensini)

 

3 comments

  1. Antonio De Nichilo

    Commento Parziale Ordinanza 46 del 11 gennaio 2018

    Il Commissario straordinario ha emesso l’ennesima ordinanza a integrazione/correzione di tutto quanto
    precedentemente stabilito. “Ora”, ha detto in una intervista, “abbiamo la cassetta degli attrezzi”.
    Mi permetto di fare delle considerazioni personali.

    – Se continuiamo a fare delle “cassette degli attrezzi” che comprendono tutti gli strumenti per tutte
    le tipologie di lavoro possibili non faremo altro che aumentare la confusione e il disorientamento
    fra gli operatori. E poi, anche avendo la “Cassetta” con gli attrezzi giusti, abbiamo gli artigiani
    capaci di utilizzarli ?
    – Si continuano a fare delle nuove ordinanze che prevedono delle scadenze Ordinatorie e non
    Perentorie, senza prevedere interventi in caso di inadempienza nei termini previsti, così da lasciarle
    alla discrezione dei vari Enti che dovrebbero metterle in atto.
    – Si è indicato un nuovo termine (31 Ottobre 2018) per la presentazione dei progetti per i danni grav(e la proroga, per inciso, è arrivata a termine scaduto).
    – Quindi la Commissaria prevede che, da qui ad Ottobre (in 9-10 mesi), si saranno:
    a- fatte tutte le demolizioni,
    b- rimosse le macerie,
    c- individuati i titolari di diritti sugli immobili,
    d- definiti gli studi di microzonazione di 3 livello,
    e- individuate le aree per la dislocazione (ove necessaria),
    f- definite le perimetrazioni,
    g- predisposta la pianificazione urbanistica,
    h- consultati i cittadini,
    i- affidati gli incarichi, approntati ed approvati gli Strumenti Urbanistici Attuativi,
    j- programmati gli interventi di ricostruzione,
    k- delimitati gli Aggregati Edilizi,
    l- individuate le Unità Minime di Intervento,
    m- Definiti i Consorzi di proprietari.
    Di natura non sono pessimista, ma, visto quanto occorso finora, credo che sia molto azzardato e
    ottimistico.
    Comunque solo a quel punto i proprietari (o i consorzi) potranno affidare la progettazione ad un tecnico
    che dovrà:
    a) far eseguire preventivamente una indagine geognostica su ogni sedime (con possibili sorprese) ,
    b) elaborare il progetto esecutivo sulla base delle risultanze delle indagini geognostiche e dei calcoli
    strutturali eseguiti dallo strutturista,
    c) redarre il computo metrico utilizzando il prezziario stabilito dal Commissario (ne vogliamo
    parlare?),
    d) quantificare il contributo richiesto in base ai criteri stabiliti in una apposita ordinanza,
    e) predisporre tutta la documentazione da trasmettere all’Ufficio per la Ricostruzione.
    L’ U.S.R. dovrà: valutarne la correttezza e determinare l’ammontare del contributo ammissibile (che, si
    badi bene, non coinciderà quasi sicuramente con quello richiesto).
    Che dire poi dell’anziano con 500 € di pensione e dei 5.000 € ( forse la Commissaria non sa che il minimo
    era stato stabilito in 6.000€, ma lasciamo perdere) da pagare al progettista che equivalgono al 10% del
    contributo totale che ammonterebbe a 50.000 € e sarebbe il costo complessivo dell’intervento? Loro non
    sono, con questa cifra, riusciti neanche a fare le casette PROVVISORIE da 40 mq!!!
    E allora fatele direttamente voi!!! Il “vecchietto” si deve mettere a fare una gara al ribasso con 3 Ditte?!
    Ma come! Voi con personale tecnico e risorse finanziarie enormi non riuscite a gestire e controllare gare
    da milioni di € (c’èun’apposita ordinanza aggiunta proprio per questo alla pletora di leggi, antimafia, durc
    etc già esistenti) e pretendete che il “vecchietto” da 500 € al mese possa, anzi debba, farlo!
    Chissà se un giorno a qualche Magistrato verrà in testa di fare un controllo su come sono stati spesi i fondi
    per l ’emergenza Sisma distinguendoli in quelli serviti effettivamente a ricostruire qualcosa e quelli
    spesi solo per mantenere in vita la struttura mastodontica capace di produrre, almeno finora, 49
    Ordinanze e Leggi e decreti e chiarimenti ed annotazioni, che si correggono ed emendano a vicenda.
    Un piccolo suggerimento per i legiferatori.
    Signora Commissario ci presenti la BELLA COPIA (cioé un Testo Unico)!

    Non continui ad inondarci di bozze. I rimandi, le cancellazioni, le correzioni fanno parte degli appunti che,
    se vuole, può conservare per se e a futura memoria. Al cittadino, ai tecnici e agli operatori tutti non fanno
    altro che complicare la vita e dare adito ad interpretazioni con concrete possibilità di errore! Siamo stanchi
    di questa burocrazia farraginosa.
    Antonio De Nichilo Roma 18 Gennaio 2018

  2. Francesco Arnaldo

    Semplicemente aberrante!
    Metodologia operativa basata su burocrazia inesistente (vedi intervento neo-commissaria su necessità partnernariato e conseguenti incongruenze), ma funzionale alla volontà politica del governo di deprimere la ricostruzione. Prima conseguenza il fragoroso silenzio per un anno e mezzo di tutti i media ed indistintamente di tutti i partiti da quelli di governo a quelli di opposizione. Credo sia una partita persa

  3. Francesco Arnaldo

    Semplicemente aberrante!
    Metodologia operativa basata su burocrazia inesistente (vedi intervento neo-commissaria su necessità partnernariato e conseguenti incongruenze), ma funzionale alla volontà politica del governo di deprimere la ricostruzione. Prima conseguenza il fragoroso silenzio per un anno e mezzo di tutti i media ed indistintamente di tutti i partiti da quelli di governo a quelli di opposizione. Credo sia una partita persa

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