Marche: a fine anno consegnato solo il 50% delle Sae richieste

Entro fine 2017  saranno consegnate 987 `casette´ nei comuni marchigiani colpiti dal sisma del 2016, a fronte di 1.927 richieste avanzate. Nella migliore delle ipotesi, dunque, a quindici mesi dal sisma verrà consegnato ai terremotati il 50% delle casette richieste. Livello ben lontano dall’85% assicurato solo poche settimane fa dalla Protezione Civile e ribadito dal Commissario alla Ricostruzione.

Altre 267 Sae per S.Silvestro

Secondo il direttore del Servizio di Protezione Civile della Regione Marche David Piccinini, finora sono state assegnate 720 Sae e altre 267 saranno completate entro il 31/12 con tutte le opere di urbanizzazione, dagli allacci delle utenze, alle fognature. I lavori coinvolgono 29 Comuni, 73 aree e 98 cantieri.

Tutti i ritardi

L’allestimento delle casette non rispetta dunque i tempi previsti. Non solo nelle Marche. A livello complessivo, secondo i dati di oggi della Protezione Civile, sono state consegnate 1.871 Sae rispetto alle 3.666 che sono state ordinate dai Comuni. Nel Lazio sono già pronte 687 casette su 826, in Umbria 424 su 759, in Abruzzo 85 su 238.

Operazione mastodontica

Nelle Marche l’allestimento delle Sae si sta rivelando, secondo Piccinini, «un’operazione mastodontica in aree molto difficili dal punto di vista orografico. Penso si stia facendo un lavoro molto positivo, con lo sforzo di tutti. Poi che ci siano cose che non vanno bene, da dover ritarare, è vero, ma prevale lo spirito di corpo di chi realizza questa operazione».

Sciapichetti duro con Arcale

Molto critico, invece, l’Assessore regionale alla Protezione Civile, Angelo Sciapichetti, che continua a polemizzare con il consorzio che ha prodotto i moduli abitativi. «Ora è il momento di preoccuparsi della conclusione dei lavori, poi si accerterà ogni responsabilità per i gravissimi ritardi e i difetti riscontrati nelle Sae realizzate da Arcale» ha detto l’Assessore.

Il governo minimizza

Ieri in Parlamento il ministro Anna Finocchiaro, rispondendo a un’interrogazione del M5S, ha assicurato che la struttura delle Sae consegnate in Centro Italia è adatta a qualsiasi condizione climatica, e ha ridimensionato l’entità dei guasti e dei problemi che i primi occupanti stanno rilevando. “Tali abitazioni sono state progettate in modo da risultare idonee a tutte le zone climatiche italiane” ha detto la Finocchiaro nel corso del question time alla Camera. “In particolare, l’inclinazione delle falde del tetto è stata calcolata dai progettisti delle tre imprese realizzatrici secondo quando previsto dalla normativa vigente e dal capitolato tecnico allegato al bando di gara”.

I guasti? “Casi limitati”

“Per quanto riguarda la segnalazione dell’esplosione dei boiler posizionati sui tetti, in relazione alla quale risulta che, in realtà, si sarebbe trattato di una rottura delle tubazioni di collegamento dal boiler all’impianto interno di casa, e in relazione ai casi limitati di infiltrazione di acqua dal soffitto, faccio presente che si sta celermente provvedendo ad
integrare la coibentazione su tutte le strutture abitative d’emergenza realizzate e all’eliminazione definitiva delle eventuali difetti, al fine di garantire ai cittadini alloggiati
in queste strutture adeguate condizioni di vivibilità, anche durante il rigido periodo invernale”. (M. Sen.)

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