Marche, ricostruzione al palo. Di questo passo finiremo nel 2448…

Forse è il caso di avviare qualche riflessione seria sulla ricostruzione delle case nelle Marche post terremoto. Per farlo è utile qualche numero: più che per capire, in questo caso, per avere la dimensione del problema che abbiamo davanti, che è enorme. Ne bastano un paio e ve li dico subito, prima di approfondire la questione: dopo un anno sono operativi appena 100 cantieri finanziati con i fondi pubblici su 65 mila attesi,  tanto che di questo passo serviranno 90 anni per esaminare solo le pratiche di contributo per la riparazione dei danni leggeri. Più qualche secolo per smaltire quelle per la ricostruzione delle case più danneggiate. Al ritmo attuale, l’ultima pratica lascerebbe le scrivanie dell’Usr Marche nel 2.448, tra 431 anni.

In tutta la regione al 24 ottobre le domande pervenute erano 1.024, delle quali appena 101 approvate ed in cantiere. Erano 888 domande per la riparazione dei danni lievi alle abitazioni (78 approvate), 73 per danni lievi alle imprese (19 autorizzate),  50 per la ricostruzione degli immobili produttivi, di cui appena 2 approvate, e 13 per la riparazione dei danni pesanti alle case, anche in questo caso con 2 sole domande approvate in 11 mesi.

Presentato il 7% delle domande attese

Il tutto a fronte di circa 65 mila immobili danneggiati nella Regione, dei quali 15-16 mila con danni lievi e 50 mila con danni pesanti. Ad oggi, dunque, è stato presentato il 6,8% delle domande attese per le riparazione dei danni più leggeri, e di queste il 9,8% è stato autorizzato. Ad un anno dal terremoto, dunque, è stato avviato lo 0,67% dei cantieri potenziali per la riparazione delle case con danni lievi, lo 0,17% dei cantieri complessivamente attesi. 

A Macerata ok a 73 domande

I dati regionali disaggregati sono appena più aggiornati e parlano, al 3 novembre scorso, di 73 domande approvate dall’Usr di Macerata, che copre anche la provincia di Ancona: 63 per immobili residenziali e 10 per attività produttive. Le pratiche presentate sono 1.008, quelle attualmente in istruttoria circa 620. 

Il primo a Colmurano

La prima domanda approvata all’Usr di Macerata è stata presentata il 5 gennaio del 2017 e riguardava la riparazione dei danni ad un immobile produttivo a Colmurano. La richiesta di integrazione dei dati è arrivata ad aprile e dieci giorni dopo la pratica è stata completata: il decreto di approvazione che ha stanziato 60 mila euro, il primo emesso dall’Ufficio, è del 7 giugno scorso.

Cesare Spuri direttore dell’Usr Marche

Pratiche ferme da 9 mesi

Nella media i tempi di esame delle domande sono circa di sei mesi. C’è chi è stato più bravo e ce ne ha messi tre, ma ci sono casi ben più complicati. Ci sono tre cittadini di Falconara, Macerata e Fabriano, ad esempio, che hanno presentato la domanda di contributo per la riparazione del danno lieve tra i primi in assoluto, il 13 febbraio del 2017, ma le loro pratiche figurano tuttora in istruttoria.

Quanta gente ci lavora?

La delibera della giunta regionale delle Marche del novembre 2016 attribuiva all’Ufficio speciale per la ricostruzione della Regione una dotazione complessiva di 75 unità. Erano circa trenta negli uffici distaccati di Macerata ed altrettanti ad Ascoli piceno, mentre il resto è del personale era occupato nella sede centrale di ancona. Adesso la dotazione organica è stata adeguata. All’ufficio di Macerata lavorano circa 75 persone, ad Ascoli una quarantina.

Danno lieve: 0,013 pratiche al giorno

Per l’Usr di Macerata ci sono in tutto 25 “istruttori” per 1.008 pratiche. In teoria non sarebbero neanche tantissime, perché sono poco più di 40 pratiche a testa. Considerando solo le domande in istruttoria e quelle approvate, 693 in tutto, ognuno degli istruttori della USR di Macerata ha in carico 27,7 pratiche. In undici mesi, che contano 215 giornate lavorative, ciascun istruttore ha approvato 2,92 pratiche, ovvero 0,013 pratiche al giorno, ovvero una ogni 74,1 giorni.

Lavoro per i prossimi 90 anni

Ci vogliamo divertire? La regione Marche conta circa  60-70 mila immobili danneggiati, la gran parte con danni pesanti. Le domande attese per la riparazione dei danni lievi, secondo le stime della stessa regione, sono circa 16 mila. Nella sola provincia di Macerata dovrebbero essere 11 mila: al ritmo di un domanda ogni 74 giorni occorrono 814 mila giornate di lavoro per esaminarle tutte. Ciascuno dei 25 istruttori ha davanti a sé, dunque, 32.560 giornate, la bellezza di 90 anni di lavoro, sabati, domeniche e festività comprese.

Vogliamo a questo punto parlare delle pratiche per la riparazione dei danni pesanti? Gli istruttori, inutile ricordarlo, sono sempre i soliti venticinque. Che si fa?

 

Tra scrivania e macerie

Fugante, Colantuono, Scaloni, Amici, Mastrangelo, Maiorano, Perrotta, Di Battista, Ceregioli, Mantenuto, Gallo, Giuliani, Petroni, Cavoli, Andreoni, Plebani, Cannara, Benedetti, Fedeli, Vitale, Panichi, Brandoni, Baglieri… Forse qualcuno ce lo siamo scordato, ma sono più o meno questi i cristiani, i “tecnici”, sui quali pende questa massa  gigantesca di lavoro. Sono geometri, ingegneri, architetti, geologi, agronomi, tutti con esperienza nei settori dell’edilizia e della pianificazione urbanistica e distaccati dai Comuni o da altri enti della Regione. Molti di loro, praticamente tutti gli istruttori, oltre a esaminare le pratiche in Ufficio, per almeno un giorno a settimana, sono al lavoro sul campo per completare le verifiche di agibilità nei comuni dove ancora devono essere ultimate.

Un sistema perfetto ma impossibile

È verissimo che i tecnici incaricati di esaminare le richieste di contributo sono pochi, ma è altrettanto vero che è un lavoro molto complicato. Il sistema telematico, la piattaforma Mude della Regione Piemonte, l’unica attraverso il quale possono essere presentate le domande, è stato già sperimentato in Emilia nel 2012. Ma le incombenze per i professionisti che devono compilare i progetti e inoltrare le richieste di contributo si sono moltiplicate all’infinito. La quantità dei dati e dei documenti che bisogna inserire nel sistema è impressionante, i geometri e gli ingegneri incaricati dai clienti letteralmente impazziscono. Poi inizia la fase dell’istruttoria, interminabile: è l’Usr che calcola l’entità del contributo riconosciuto ai cittadini, e gli istruttori devono verificare ogni singolo importo del computo metrico di ogni singolo progetto. 

La domanda precompilata, un sogno?

In alcuni casi, poi, le pratiche sono ferme perché i comuni hanno difficoltà a dare i certificati di conformità sui nuovi progetti. Quasi tutti i comuni del Cratere hanno adottato il sistema di rilevazione degli edifici Erikus, grazie al quale è possibile ottenere una scheda anche grafica di ciascun edificio esaminato, ma apparentemente i due sistemi faticano a parlarsi. Teoricamente non sarebbe difficile arrivare in tempi abbastanza rapidi alla messa a punto di una domanda “precompilata” per la riparazione dei danni lievi o pesanti alle case colpite dal terremoto. (M. Sen.)

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2 comments

  1. roberto vari

    Rilevo solo che ci sono tantissimi tecnici fuori cratere con poco lavoro e basterebbe coinvolgerli con solo un incarico a testa e i problemi di progettazione si risolverebbero velocemente.
    I committenti che richiedono il contributo per i danni da sisma devono saperlo che purtroppo i tecnici locali non ce la possono fare da soli. Bisogna convincerli a mollare qualche incarico anche perchè girano voci autorevoli che la data di presentazione dei progetti per danno lieve (AEDES B) andrà a scadenza molto presto, si parla di fine marzo 2018.
    Per quella data se non sono stati presentati i tantissimi progetti dei danni lievi, purtroppo i committenti privati perderanno il diritto al contributo. E a quel punto se hanno conferito gli incarichi seguendo la procedura indicata dalle ordinanze per i tecnici si metterà male in quanto i committenti potranno citarli per danni.

    • speriamo che non ci siano ulteriori proroghe ma non sono molto fiduciosa , la politica campa di proroghe. sarebbe un bel segnale di serietà dopo tanta confusione.

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