Pirozzi e lo “scandalo” degli sms solidali. Ma come stanno le cose?

Il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, è tornato a tuonare contro la “gestione scandalosa” degli sms di solidarietà degli italiani per il terremoto, grazie ai quali sono stati raccolti 33 milioni di euro. “Gli italiani hanno donato uno o due euro pensando ad Amatrice, Accumoli, Norcia, Pievetorina, ai comuni distrutti il 24 agosto. Poi decidono di non dare niente ad Amatrice e Accumoli e ipotizzano di farci nelle Marche una pista ciclabile a Civitanova, al mare. E’ evidente – ha detto Pirozzi – che qualcosa non funziona, perché non viene rispettata la volontà popolare, e così finisce che nessuno crede più a niente…”.

Le dichiarazioni di Pirozzi

Non per l’emergenza

Ha ragione? Andiamo a vedere che fine hanno fatto i 33 milioni. Fin dall’inizio era chiaro che i fondi raccolti con gli sms solidali non potevano essere destinati all’emergenza, ma a specifici progetti di ricostruzione. “Come indicato anche nel Protocollo che ne disciplina il funzionamento, queste donazioni serviranno per supportare la ricostruzione dei territori colpiti. Per la fase di gestione dell’emergenza, infatti, sono destinate tutte le necessarie risorse attraverso i fondi pubblici” aveva spiegato la Protezione Civile, e subito ribadito in Parlamento il sottosegretario Anna Finocchiaro. 

Il riparto dei fondi

Benché sollecitati a poche ore dal sisma, sfruttando l’onda dell’emozione collettiva, gli sms servivano dunque per il “dopo”. Doveva essere spiegato più chiaramente agli italiani, e su questo Pirozzi ha ragione. Ma è l’unica cosa che torna del suo ragionamento. I  fondi sono stati ripartiti tra le Regioni sulla base dei danni subiti, anche se forse a lui sorprende sapere che 17,5 milioni, la metà, siano andati alle Marche.

Proposte arrivate dai sindaci

Una parte di quei fondi, un paio di milioni, era vincolata alla ricostruzione delle scuole. Per decidere come utilizzare gli altri ogni Regione ha riunito una conferenza dei sindaci ed insieme sono stati selezionati dei progetti. I sindaci delle Marche hanno definito quelli per il loro territorio, e si immagina che i sindaci del Lazio, compreso Pirozzi, abbiano definito i loro. Perché Amatrice non sia tra i beneficiari degli sms solidali degli italiani è una domanda che dovrebbe rivolgere a sé stesso, ai suoi colleghi sindaci del Lazio o al governatore Zingaretti. E magari spiegarlo pure agli italiani che hanno donato quei soldi. 

Il comitato dei garanti

E’ pure vero che nelle Marche si è discusso a lungo sulla natura di questi progetti, e che tra questi c’era pure la pista ciclabile. Ma andava dal mare alla montagna, passando per venti comuni, ed era stata proposta dai sindaci, insieme alla costruzione di alcune elisuperfici, il completamento della ricostruzione di alcuni edifici pubblici e altri vari interventi, non tutti indiscutibili, e sui quali si è acceso un bel dibattito nella nostra Regione. La pista ciclabile ora sembra essere sparita dall’orizzonte, ma in ogni caso i progetti delle Regioni dovranno essere sottoposti alla verifica di un Comitato dei garanti, previsto dai Regolamenti, che dovrà vigilare anche sul corretto uso dei fondi. (M. Sen.)

 

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