Solidarietà Ue, arrivano 1,2 miliardi. Il triplo del previsto

Ci si aspettava qualcosa di più di quello che poteva essere un contributo “standard”. Ma non il triplo. La Commissione Ue, cioè il governo dell’Unione, proporrà al Consiglio dei ministri, ovvero agli stati membri, e al Parlamento, di destinare ben 1,2 miliardi di euro alla ricostruzione dopo il terremoto del Centro Italia. E’ la somma più elevata mai mobilitata dal Fondo di Solidarietà Ue che interviene quando un paese membro viene colpito da una catastrofe naturale. 

“Non abbiamo dimenticato”

In considerazione dei precedenti, compreso quello per il terremoto dell’Aquila, i tecnici del governo italiano si aspettavano un contributo intorno ai 400 milioni di euro. “Avevamo promesso di non lasciare l’Italia da sola ad affrontare questa tragedia e stiamo mantenendo questo impegno. Non abbiamo dimenticato. Per la sua resilienza, il suo coraggio e la sua determinazione il popolo italiano merita tutta la nostra ammirazione” ha detto il presidente dell’esecutivo comunitario, il lussemburghese Jean Claude Juncker (nella foto).

Il Fondo di Solidarietà sosterrà le operazioni di ricostruzione e di rilancio delle attività economiche nei comuni del cratere. I fondi possono essere usati anche per coprire i costi dell’emergenza, delle sistemazioni temporanee degli sfollati, la riparazione delle opere pubbliche, il ripristino dei beni culturali, le scuole.

Fondi strutturali senza cofinanziamento

Accanto a queste risorse, presto saranno disponibili, per la ricostruzione, anche i Fondi strutturali dell’Unione Europea. La regola prevede che i finanziamenti Ue per lo sviluppo regionale e la coesione sociale siano cofinanziati dagli stati membri al 50%, ma nel caso italiano si farà uno strappo. La quota del cofinanziamento nazionale scenderebbe ad appena il 5%. Il che vuol dire, per il governo italiano, risparmiare su questi progetti (che sarebbero sostenuti quasi unicamente dalla Ue) e dirottare le risorse su altri fronti della ricostruzione, come i contributi per la riparazione delle case.

I Fondi strutturali Ue, infatti, sono “finalizzati”, ovvero destinati a particolari settori. Si possono usare per sostenere l’agricoltura, gli allevamenti, le attività economiche in generale, i servizi sociali, la scuola, i beni culturali.

Qui potete scaricare il comunicato stampa della Commissione Ue.

(M. Sen.)

 

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