Nel cratere niente Ires, Irpef, Irap e Imu per 2 anni. Ma con dei limiti

In attesa della pubblicazione sulla Gazzetta, emergono altri particolari sul decreto dell’11 aprile con cui il governo ha varato nuove misure per sostenere le zone colpite dal terremoto. Il regime delle Zone Franche Urbane, che sarà applicato nei 140 comuni del cratere, contemplerebbe incentivi solo  per le “imprese aventi la sede principale o l’unità locale all’interno della stessa zona franca e che abbiano subito una contrazione del fatturato a seguito degli eventi sismici”.

Stop alle tasse

Queste imprese potranno beneficiare “in relazione ai redditi e al valore della produzione netta derivanti dalla prosecuzione dell’attività nei citati Comuni, di una esenzione biennale IRES e IRPEF fino a 100 mila euro di reddito, IRAP fino a 300 mila euro di valore della produzione netta e IMU”. Oltre all’esenzione delle imposte sugli immobili, le imprese sarebbero dunque esonerate dal pagamento di Ires e Irpef per la parte di reddito fino a 100 mila euro (ma pagherebbero le tasse su quelli eventualmente superiori), e dell’Irap su un valore prodotto di 300 mila euro (e pagherebbero oltre questa soglia). Il tutto “nel rispetto dei limiti e delle condizioni stabiliti dai regolamenti “de minimis”” dell’Unione Europea che prevede la somma degli aiuti e il divieto di superare un tetto complessivo.

Massimo 200 mila euro in tre anni

Le regole Ue ammettono gli aiuti di Stato solo in misura contenuta (de minimis) per evitare che possano falsare la concorrenza (soprattutto transnazionale). I sostegni pubblici concessi in questi termini si sommano e sono ammessi per un importo complessivo non superiore a 200 mila euro in un triennio, che scendono a 100 mila per le imprese di trasporto su strada. Tranne quelle in conto interesse le agevolazioni non possono essere concesse alle imprese in procedura concorsuale.

Imprese e settori esclusi

Gli aiuti “de minimis” possono essere concessi alle imprese che operano in qualsiasi settore economico, tranne pesca, acquacoltura, agricoltura e trasformazione di prodotti agricoli, che hanno delle norme specifiche. Inoltre non è ancora chiaro se ci saranno anche dei limiti di fatturato, o di dimensione dell’impresa in termini di occupati, per beneficiare degli aiuti. In Emilia, dopo il sisma del 2009, il regime venne applicato solo alle piccolissime e alle micro imprese, con un massimo di 10 dipendenti e 2 milioni di euro di fatturato.

(m. sen.)

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