Solo undici banche per i contributi pubblici, ma è tutto fermo

Le prime indiscrezioni di Sibilla online sono confermate. Le banche che hanno aderito alla convenzione con lo Stato, attraverso la Cassa Depositi e Presititi, per erogare i contributi pubblici per la ricostruzione delle case distrutte dal terremoto sono pochissime. Appena undici, secondo quanto comunicato nei giorni scorsi dall’Associazione bancaria italiana, e pubblicato sul sito del Commissario Errani. Un pugno di banche di credito cooperativo, e due sole “big”, come Intesa e Unicredit. Altre cinque, tra cui Bnl e Monte dei Paschi, stanno formalizzando in questi giorni l’adesione alla convenzione. La legge prevede che i contributi pubblici alla ricostruzione, fino al 100% del danno subito, siano erogati attraverso le banche con la formula decl credito di imposta, “senza alcun onere di rimborso a carico dei cittadini” ricorda l’Abi.

L’elenco degli aderenti

Alla convenzione con Cdp, che ha messo sul piatto una provvista di 6,1 miliardi, quelli stanziati finora dalla Stato per la ricostruzione privata, potevano aderire solo gli istituti con almeno uno sportello nei 131 comuni del cratere sismico. A sette mesi dal sisma, però, solo pochissime banche hanno aderito alla convenzione. Sono la Bcc dei Sibillini, la Bcc del Velino, la Bcc di Castiglione Messer Raimondo, la Bcc di Roma, la Bcc di Spello e Bettona, la Bcc Picena, la Banca Popolare di Bari, il Credit Agricole, Intesa, Unicredit e Cassa di Risparmio di Ravenna (l’istituto guidato dal presidente dell’Abi, Antonio Patuelli). Presto entreranno nel gruppo Carige, Bnl, Mps, Credito Valtellinese e Ubi Banca.

Problemi in vista

Per accedere ai finanziamenti pubblici occorrerà avere un conto corrente, o aprirlo, presso uno di questi istituti. E preoccupa un po’, in questo senso, il fatto che non arrivi alcun segnale da parte della Nuova Banca delle Marche, l’istituto che il Fondo di risoluzione, dopo il salvataggio, sta cedendo proprio a Ubi, e che è il più radicato nelle zone colpite dal terremoto. Nessuna delle banche che hanno aderito alla Convenzione, è comunque già in grado di erogare i contributi da parte dello Stato. Gli sportelli non sono ancora pronti e i siti internet degli undici istituti, in ogni caso, non forniscono alcuna informazione sulle procedure da seguire. (M.Sen.)

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