Contributi pubblici: Banca Marche (in vendita) si prepara, ma manca la firma

Nuova Banca Marche sta predisponendo le procedure e gli strumenti informatici per erogare i contributi pubblici alla ricostruzione delle case danneggiate dal terremoto. L’istituto, la cui proprietà sta passando dal Fondo di risoluzione bancario a Banca Ubi, ha fatto sapere di essere determinato ad aderire alla convenzione quadro per i fondi pubblici, messa a punto da Associazione Bancaria e Cassa Depositi e Prestiti, ma di non averla ancora formalmente sottoscritta.

La banca pù forte

banca-marcheBanca Marche è probabilmente la banca che ha il maggior numero di clienti e il maggior numero di sportelli nella zona colpita dal terremoto, e la mancata adesione allo schema avrebbe costretto i suoi clienti a ricorrere ad altri istituti per avere i finanziamenti pubblici per la riparazione delle case. Tra l’altro le banche che hanno deciso di offrire questo servizio (possono farlo solo quelle che hanno almeno un sportello nel cratere) sono poche, le principali e poche banche di credito cooperativo.

Venduta a un euro

Banca Marche è reduce da una crisi molto forte. Dopo due anni di commissariamento è stata mesa in risoluzione, con l’annullamento delle azioni e delle obbligazioni subordinate (che ora lo Stato sta rimborsando), e ha subito una cura da cavallo per essere perfettamente ripulita da tutti i crediti in sofferenza. Tanto che, scontati a carico del sistema bancario altri 2 miliardi di perdite, viene ceduta a Ubi al prezzo simbolico di un euro. La caduta del valore delle garanzie reali (gli immobili danneggiati o distrutti dal terremoto) a fronte dei prestiti e dei mutui concessi dalla Banca non avrebbe influenzato la determinazione di quel prezzo. Ma è comunque un fattore di cui tener conto adesso: accelerare la ricostituzione del valore degli immobili favorendone la ricostruzione con i fondi pubblici sarebbe un motivo in più per Banca Marche per aderire rapidamente allo schema, che dovrà poi essere approvato dal Consiglio di amminisrazione dell’istituto. La determinazione c’è e, si dice, si sta già lavorando sulle procedure e le istruzioni da dare ai singoli sportelli. Bene che vada passeranno comunque settimane, se non mesi. (M. Sen.)

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