Tasse, Imu e contributi. Il governo prepara gli incentivi alle imprese.

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Il governo punta a trasformare l’area del Centro Italia colpita dal sisma in una Zona Economica Speciale per le imprese, cui potrebbero essere concessi incentivi sui nuovi investimenti, minori tasse sui redditi e contributi previdenziali ridotti per i dipendenti. I nuovi incentivi fiscali, ha detto il Commissario alla ricostruzione Vasco Errani  in Parlamento, sarnno introdotti nel terzo decreto sul terremoto all’esame della Camera, con degli emendamenti da parte del governo.

Meno 7,5 miliardi di fatturato

Le “zone economiche speciali” con i loro aiuti, che devono essere autorizzati dalla Commissione Europea, possono essere introdotte in deroga alla normativa che vieta gli aiuti di Stato anche per “ovviare ai danni causati dalle catastrofi naturali”, come un terremoto, o per sostenere “lo sviluppo economico di regioni con un tenore di vita basso e gravi forme di sottoccupazione”, come rischia di diventare gran parte del Centro Italia senza un sostegno pubblico. Rete Imprese Italia stima per il 2017 una riduzione del fatturato delle imprese della zona di 7,5 miliardi di euro. In Europa esistono “ZES” in Irlanda (Shannon), Portogallo (Madeira), Polonia.

Ires, Irap, Imu ridotte

Il regime fiscale favorevole si applicherebbe a tutte le imprese e non sono a quelle più piccole, come invece accade per le Zone Franche Urbane introdotte dopo il terremoto all’Aquila e in Emilia, e può prevedere una riduzione delle imposte sui redditi e l’attività, come Ires e Irap,  sugli immobili, come Imu, Tasi e Tari, ma anche contributi pubblici in conto capitale per finanziare nuovi investimenti e la riduzione degli oneri sociali sulle retribuzioni dei dipendenti.

“Rischio spopolamento”

“Dobbiamo aiutare l’economia e le imprese, anche dal punto di vista fiscale e della contribuzione, per offrire al territorio la capacità di attrarre nuovi investimenti” ha detto Errani. “Il rischio di uno spopolamento c’era già prima, ora il problema è molto molto serio e può essere affrontato in primo luogo promuovendo e offrendo nuove opportunità di lavoro, evitando che le imprese vadano via”. (M. Sen.)

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