Il nuovo decreto in vigore. Confermate le anticipazioni, niente zone franche

Il nuovo decreto legge sul terremoto, approvato venerdì 3 febbraio dal Consiglio dei ministri è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed è dunque in vigore. Nessuna sorpresa nel testo, che conferma il contenuto delle bozze circolate alla vigilia. Le zone franche urbane, chieste dai sindaci, non ci sono. Il governo non esclude di intervenire con un nuovo provvedimento per concedere altre agevolazioni fiscali ai comuni colpiti dal sisma, ma un rafforzamento del decreto in questo senso è possibile anche nel corso dell’esame parlamentare.

Le misure

La vera novità nel testo presentato dal governo,  è lo snellimento delle procedure burocratiche per far fronte all’emergenza e alla valutazione dei danni. I contributi pubblici per la riparazione dei danni lievi alle case (il termine per le domande era stato fissato  al 12 febbraio, poi era saltato), potranno essere chiesti al massimo entro il 31 luglio  e questa volta la scadenza è ultimativa: la legge esclude esplicitamente le domande presentate dopo questa data, e prevale sulle Ordinanze del Commissario emanate fino a questo momento, che hanno modificato più volte le scadenze, creando non poca confusione.

Nessun limite per le Aedes

Cade anche il tetto massimo  delle schede Aedes, necessarie per ottenere i contributi, che possono essere compilate da ciascun singolo professionista abilitato su incarico dei proprietari. Il limite era fissato a 30 schede, e stava ostacolando le operazioni di verifica, perchè i professionisti abilitati non sono più di tanti e tendevano ad accaparrarsi i progetti economicamente più importanti, tralasciando quelli più piccoli.

Affidamenti diretti

Il decreto prevede poi l’affidamento diretto, in deroga alle norme sugli appalti, per lo smaltimento delle macerie, la cui competenza torna in capo alle Regioni, le opere di urbanizzazione per le aree destinate agli insediamenti abitativi temporanei, anche per gli agricoltori, e per le stalle, la costruzione delle nuove scuole. (M. Sen.)

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