Danni lievi, domande contributi entro il 31 luglio. No alle zone franche. Ecco il testo del decreto

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Proroga della cassa integrazione in deroga per i lavoratori delle imprese danneggiate dal sisma, busta paga pesante fino a settembre 2017 per i dipendenti residenti nei comuni del cratere, e a prescindere dalla sede del datore di lavoro, aiuti alle famiglie con reddito Isee inferiore a 6 mila euro. Poi la sospensione, sempre fino a settembre, delle cartelle esattoriali, nuovi aiuti alle imprese agricole e zootecniche e soprattutto norme più snelle per le verifiche di agibilità e le operazioni di emergenza, con nuovi termini per chiedere i contributi per la riparazione dei danni lievi.

Niente zone franche

Il governo ieri ha approvato il nuovo decreto legge sul terremoto (questa è la bozza entrata a Palazzo Chigi) che a differenza delle anticipazioni di alcuni giornali non prevede l’istituzione delle zone franche urbane nei territori colpiti dal sisma. Secondo il ministero dell’Economia, che non esclude in futuro l’introduzione di incentivi fiscali più efficaci, oggi non servono. Per il terremoto dell’Emilia, in effetti, le zone franche hanno prodotto benefici quasi trascurabili ad un piccolo numero di piccolissime imprese, operanti in settori molto circoscritti.

Nuovi termini per i contributi

La vera novità del decreto,  è lo snellimento delle procedure burocratiche per far fronte all’emergenza e alla valutazione dei danni. I contributi pubblici per la riparazione dei danni lievi alle case (il termine per le domande era stato fissato  al 12 febbraio, poi era saltato), potranno essere chiesti al massimo entro il 31 luglio  e questa volta la scadenza è ultimativa: la legge esclude esplicitamente le domande presentate dopo questa data, e prevale sulle Ordinanze del Commissario emanate fino a questo momento, che hanno modificato più volte le scadenze, creando non poca confusione.

Nessun limite per le Aedes

Cade anche il tetto massimo  delle schede Aedes, necessarie per ottenere i contributi, che possono essere compilate da ciascun singolo professionista abilitato su incarico dei proprietari. Il limite era fissato a 30 schede, e stava ostacolando le operazioni di verifica, perchè i professionisti abilitati non sono più di tanti e tendevano ad accaparrarsi i progetti economicamente più importanti, tralasciando quelli più piccoli.

Affidamenti diretti

Il decreto prevede poi l’affidamento diretto, in deroga alle norme sugli appalti, per lo smaltimento delle macerie, la cui competenza torna in capo alle Regioni, le opere di urbanizzazione per le aree destinate agli insediamenti abitativi temporanei, anche per gli agricoltori, e per le stalle, la costruzione delle nuove scuole. (M. Sen.)

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