Verifiche agibilità in 30 giorni: facoltà e non più obbligo. Ma per molti i termini sono già scaduti

Terremoto-Amatrice-secondo-giorno-dal-sisma-24.jpgMarcia indietro del Commissario alla Ricostruzione, Vasco Errani, sulle verifiche di agibilità degli edifici colpiti dal terremoto. Una nuova ordinanza firmata il 9 gennaio, (pubblicata sul sito del Commissario il 10 gennaio e in Gazzetta il 17), modifica radicalmente il precedente provvedimento del 19 dicembre (pubblicato sulla Gazzetta il 22 del mese scorso) che dava ai tecnici professionisti incaricati dai privati trenta giorni di tempo, dal momento della notifica della non utilizzabilità degli immobili in seguito alle verifiche Fast, per eseguire e consegnare le schede Aedes alla Regione. Un obbligo che lasciava perplessi, e che era stato contraddetto perfino dalla Protezione Civile con una sua interpretazione, diventa una facoltà.  Ma il nuovo provvedimento suscita comunque grandi perplessità perchè al momento della sua entrata in vigore introduce retroattivamente (ed incredibilmente) un termine temporale, sebbene non più obbligatorio, già superato.

La nuova norma (art. 7 dell’Ordinanza) sostituisce interamente i primi due commi dell’articolo 1 dell’Ordinanza n.10 di dicembre. Non sono più i tecnici che “devono” consegnare entro trenta giorni le schede Aedes alla Regione, ma sono i proprietari che “possono” attribuire l’incarico entro quindici giorni ai tecnici, che a loro volta hanno quindici giorni per espletarlo. Per chi ha già avuto la notifica dal comune di non utilizzabilità della casa, però, i termini per esercitare questa facoltà in molti casi sono già superati.

Disposizioni retroattive

Entro “quindici giorni dalla data di notifica da parte del Comune della non utilizzabilità” della casa in base alle verifiche Fast  gli “aventi diritto ai contributi” per la ricostruzione, si legge nel testo del comma sostitutivo,  “possono conferire ai tecnici professionisti in possesso dei requisiti l’incarico, da espletarsi entro i successivi 15 giorni, di redigere e consegnare agli Uffici speciali per la ricostruzione le schede Aedes degli edifici danneggiati, corredati dalle relative perizie giurate”. Se le notifiche di non utilizzabilità sono già state consegnate dal Comune, il termine nel quale conferire gli incarichi è di “quindici giorni dalla data di entrata in vigore della presente Ordinanza”.  L’articolo 9 del nuovo provvedimento chiarisce che le sue “disposizioni hanno carattere retroattivo” e dunque si applicano “dalla data di entrata in vigore dell’ordinanza commissariale n.10”, cioè dal 23 dicembre scorso.

Ricapitolando. Chi aveva avuto la notifica di non utilizzabilità della casa prima del 23 dicembre (giorno di entrata in vigore delle norme modificate retroattivamente) aveva tempo fino al 7 gennaio  per incaricaricare i tecnici di fare la scheda Aedes (ma lo ha saputo solo il 10 gennaio, quando la nuova Ordinanza è apparsa sul sito internet del Commissario!!!). Ad oggi, 23 gennaio, sarebbero fuori tempo massimo anche tutti coloro che hanno avuto la notifica dal Comune prima dell’8 gennaio scorso. Solo chi l’ha avuta dopo questa data è ancora in grado di rispettare i termini. E’ bene ricordare che si tratta di una facoltà e non di un obbligo, ma non è chiaro come sia da interpretare la cosa e soprattutto come si regolerà l’amministrazione al riguardo. Resta il fatto che invece di dare certezze alla popolazione colpita dal terremoto, si continua a creare confusione.

Nelle Marche i danni maggiori

Alla data del 14 gennaio, cui risale l’ultimo aggiornamento della Protezione Civile, erano stati fatti 92.415 sopralluoghi di agibilità, 44.250 con la compilazione delle schede Aedes (ora interrotta) e 48.166 con le verifiche speditive Fast, utilizzate a partire dai primi di novembre. Di queste ultime 22.792 hanno riguardato il territorio delle Marche, 14.857 l’Umbria, 9.187 l’Abruzzo, 1.390 il Lazio. Nel complesso le verifiche hanno accertato l’agibilità del 47% degli edifici verificati nelle Marche (confermando che questa è la Regione più colpita), il 65% in Abruzzo, il 68% in Umbria e l’82% nel Lazio. Secondo gli uffici del Commissario, sarebbero tra 200 e 250 mila, nel complesso, gli edifici da sottoporre a verifica. Siamo dunque a meno di metà dell’opera.

(M.Sen)

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