Ricostruzione scuole: 4 miliardi di fondi pubblici. Servivano anche gli sms Rai?

C0_meX0XAAAbtuI.jpgNon si può parlare di un flop, ma la campagna organizzata dalla Rai, “Ricominciamo dalle scuole”, non sta certamente riscuotendo un gran successo. Dal 31 dicembre, giorno in cui l’emittente pubblica ha riaperto la campagna di raccolta fondi “in accordo con il Commissario alla ricostruzione” e “con la collaborazione della Protezione Civile” attraverso gli sms al numero 45500, a oggi, 16 gennaio, sono stati raccolti 1,45 milioni di euro. Poca cosa rispetto ai quasi 20 milioni delle due campagne precedenti, in coincidenza con il primo ed il secondo terremoto che hanno devestato il centro Italia.

Forse c’era da aspettarselo, vista l’accoglienza non certo entusiasta che hanno riservato gli italiani all’iniziativa della tv pubblica. Sui social network, da quando è partita la campagna, si sono contate più critiche che plausi. In molti si sono chiesti che senso avesse sollecitare la beneficienza per assicurare il diritto allo studio dei ragazzi del Centro Italia, se questo non fosse uno dei compiti primari dello Stato e a cosa dovrebbero altrimenti servire le tasse che paghiamo. Obiezioni fondate, tanto più che da anni tutti i governi, e con grandissima enfasi quello guidato da Matteo Renzi, hanno insistito sulla sicurezza delle nostre scuole. Con il risultato che oggi ci sono più soldi stanziati per questo obiettivo che per qualsiasi altro: per il 2017 e i prossimi anni sul piatto ci sono ben 4 miliardi di euro, una cifra stratosferica.

Tanto per cominciare ci sono 905 milioni di euro concessi dalla Banca Europea per gli Investimenti per i mutui degli enti locali destinati a finanziare la costruzione di nuove scuole e la messa in sicurezza di quelle vecchie, 550 milioni messi a disposizione direttamente dall’Unione Europea, più altri 380 milioni di Fondi comunitari. E poi ci sono i programmi specifici, quelli sui quali il governo Renzi ha messo un sacco di soldi (oltre ad un’infinità di hashtag): 450 milioni di euro per le #scuolebelle, 480 per lo #sbloccascuola, 350 per la #buonascuola, 400 per le #scuolesicure, 364 per le #scuolenuove. Nel conto complessivo, che si può consultare sul sito internet #Italiasicura della Presidenza del Consiglio, figurano anche 350 milioni del Fondo Kyoto, per assicurare l’efficienza energetica, altri 40 per le indagini diagnostiche. E oltre i 4 miliardi ci sono i progetti finanziati dall’Inail, e lo School Bonus, che consente ai privati dai fare delle donazioni ottenendo in cambio un credito di imposta. Ammesso che siano tutti soldi reali e non virtuali, non erano già abbastanza?

(M.Sen.)

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