Contributi e donazioni, i soldi per il terremoto restano ancora nel cassetto

Non avrebbero impedito le nevicate e il freddo, ma avrebbero fatto comodo agli allevatori, magari per anticipare le spese di sistemazione delle stalle danneggiate, che poi lo Stato dovrebbe rimborsare, ai piccoli imprenditori per far ripartire le loro attività, ai cittadini che sono rimasti senza lavoro.Non avrebbero risolto i problemi, ma certamento aiutato a sollevare un po’ il morale in un momento difficilissimo. Invece, a distanza di cinque mesi dal terremoto di Amatrice e di tre mesi da quello che ha devastato le Marche,  quasi tutti i soldi stanziati per dare sostegno alle popolazioni colpite sono ancora nei forzieri dello Stato. Compresi quelli donati dai cittadini attraverso gli sms solidali.

Nessun aiuto a lavoratori e imprese

Già due mesi fa, a fine novembre, e poi ancora a fine dicembre, su Sibilla-online avevamo sottolineato la mancanza dei provvedimenti e degli atti necessari per dare attuazione concreta alle norme previste dal decreto sul terremoto, e dunque erogare i contributi previsti. E da allora non è successo praticamente nulla. I 124 milioni di euro stanziati per i lavoratori dipendenti rimasti senza lavoro sono ancora in un cassetto, come i 259 milioni destinati ai lavoratori autonomi che hanno dovuto sospendere la loro attività. I fondi per il sostegno al reddito dei lavoratori, che dovevano essere concessi per il 2016, dovevano essere autorizzati dalle Regioni ed erogati dall’Inps. Per i dipendenti era prevista la concessione di un contributo pari al trattamento massimo di disoccupazione, mentre per gli autonomi c’erano 5 mila euro forfettari. Non se ne è fatto nulla, perchè il Ministero del Lavoro, il Ministero dell’Economia e le Regioni non hanno ancora stipulato la convenzione prevista  dal decreto. Fermi al palo sono anche i contributi che dovevano essere concessi alle piccole imprese danneggiate dal sisma per il ripristino e il riavvio delle attività. Ci sono fondi fino a 30 mila euro a tasso zero rimborsabili in dieci anni, e fino a 600 mila euro per chi apre nuove imprese. Ma dalle casse del Tesoro non è ancora uscito un soldo perchè manca il protocollo tra il Commissario e il Ministero dello Sviluppo Economico. Erogazioni zero anche per i contributi in conto interessi alle imprese che chiedono finanziamenti bancari: in questo caso mancano i criteri per la ripartizione e la concessione dei contributi che dovevano essere definiti dall’Economia e  dallo Sviluppo Economico.

Impossibile usare le donazioni per l’emergenza

Ieri in Parlamento, rispondendo a un’interrogazione del M5S, il ministro Anna Finocchiaro ha detto che sono fermi anche i fondi raccolti grazie alle donazioni dei cittadini. Con gli sms solidali sono stati raccolti quasi 21 milioni, (di cui 1,5 sollecitati dalla Rai e indirizzati dal Commissario Errani alla ricostruzione delle scuole, quando ci sono già 4 miliardi di stanziamenti pubblici),  e altri 8 sono arrivati sul conto corrente della Protezione Civile. Ad eccezione di quelli per le scuole, già finalizzati,  i fondi saranno girati alle Regioni che come prevede la Convenzione con la Protezione Civile dovranno poi destinarli a iniziative specifiche, ma solo dopo aver presentato un piano generale dei danni subiti (che ancora nessuno ha fatto) al Comitato dei Garanti che superivsionerà la spesa. In ogni caso le donazioni, ha detto la Finocchiaro, non potranno essere utilizzate per l’emergenza.  (M. Sen.)

 

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