San Lorenzo in Colpolina

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Spiegare il proprio stato d’animo, non è semplice.

Se poi, si è colpiti negli affetti, allora diventa ancor più complicato. San Lorenzo In Colpolina, frazione di Fiastra (MC). Qui vivono una decina di persone durante l’inverno, e circa 60 sono quelle che affollano le case, durante il periodo estivo. Nonostante li divario di densità di popolazione, la nostra è una vera e propria comunità.

La notte del 26 ottobre 2016, è stata dura da digerire. Eravamo scampati, fortunatamente, all’evento sismico del 24 agosto. Quella notte, quella stessa comunità, si era stretta tutta insieme, per trovare rifugio ognuno nelle braccia dell’altro. Circa due mesi dopo, la frazione capitolava. Si proprio come sotto i colpi di un nemico, invisibile agli occhi. Improvvisamente, quella terra amica, che aveva visto nascere amori, amicizie, che poi si consolideranno nel tempo, ha deciso di assestare un duro colpo, a quelle che fino a quel momento, erano state delle certezze. Solo il fato, ha voluto che i pochi abitanti uscissero indenni da quella pioggia di polvere e detriti che improvvisamente si erano visti cadere tutt’intorno. Quello che il 24 agosto aveva risparmiato, il sisma del 26 ottobre ha portato via. Per sempre.

Certo, sapere che le persone care si erano salvate, ha alleviato, se pure in parte, il dolore di una ferita aperta, che sapevamo, difficilmente si sarebbe chiusa. Una di quelle lacerazioni, che provocano dolori quando cambia il tempo, una di quelle che ti porterai dentro. Ma la comunità di San Lorenzo in Colpolina, si è subito ricomposta. Di lì a 2 giorni dal sisma, la piazza tornava a brulicare di gente, come fosse il 15 Agosto. Certo, gli stati d’animo, nulla avevano a che vedere con la spensieratezza dell’estate. Gli automezzi, anche, non lasciavano spazio a sogni di mezza estate. Vigili del Fuoco, Carabinieri, Protezione Civile, affollavano le stradine nel poco spazio disponibile non coperto di macerie. Quel giorno, è stato fatto il primo passo della pagina Facebook “Noi di San Lorenzo in Colpolina”. In quel momento, nessuno sapeva cosa avremmo fatto, ci serviva solo per condividere le nostre emozioni, le foto fatte in quella giornata. Chi poteva, quella sera stessa ha fatto rientro nelle proprie case, nelle città di provenienza. I residenti venivano ospitati lunga la costa, negli alberghi mesi loro a disposizione. Anche questa, risultava una benedizione, in quanto il giorno 30 la magnitudo 6.5 radeva al suolo, le poche macerie ancora in piedi. La chiesa con il suo campanile e gran parte delle case, cedevano sotto al colpo definitivo, inflitto quella mattina.

E la comunità? Si è mobilitata immediatamente. Bisognava partire. Ci presentiamo ad abbracciare i nostri cari, sempre più provati dall’ennesima esperienza. Poi si passa all’azione. Raccogliamo richieste per poter indirizzare la raccolta. Decidiamo di dedicarci alla scuola. Così, con il suggerimento di alcune maestre, diamo il via alla raccolta del materiale didattico. Tutto ciò che possa servire ai bambini. Dal comune arrivano richieste per prodotti di igiene intima. Detto, fatto. “Noi di San Lorenzo in Colpolina” diventa un vero gruppo di solidarietà. Oggi conta quasi 400 persone al seguito. Il 19 Novembre è la data che resterà impressa nei nostri cuori. Si parte la mattina da Roma, con la macchina carica di scatole con tutto il materiale raccolto. La solidarietà della gente, si è dimostrata incredibile. Abbiamo avuto molte adesioni spontanee e raccolto più di quello che ci aspettassimo. Man mano che il tragitto si accorciava a favore della destinazione, il cuore accelerava i battiti. Poi, il disgelo, l’incontro con i Sindaci di Fiastra prima (Claudio Castelletti, il nostro sindaco), ed il sindaco di Pievebovigliana poi (Sandro Luciani). Avevamo appena dato vita a qualcosa di straordinario. Noi frazione di poche anime, ma dal cuore enorme, aveva messo piede nel mondo della solidarietà, passando dalla porta principale. Il seguito della giornata, è stato fitto di emozioni. Le parole della gente, nei propri ringraziamenti, per aver portato loro un segno di speranza per il futuro, rappresentato proprio da quel materiale scolastico. Oggi, 22 novembre, è stato il primo giorno di scuola dei bambini di Pievebovigliana. Noi da qui vogliamo ripartire, anzi vogliamo continuare. San Lorenzo in Colpolina ha ferite che difficilmente potranno essere curate. Ma noi lo faremo, noi siamo pronti a ricominciare, passando anche dalla sofferenza di chi, oggi ha perso tutto, ma di chi oggi non è rimasto solo, e solo non lo sarà mai.

“Noi di San Lorenzo in Colpolina”

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